LEGGI E POLITICA

Liberalizzazione delle operazioni di cabotaggio su 5 giorni? In Italia tutti contrari

12 giugno 2017

Il pacchetto mobilità presentato lo scorso 31 maggio dalla Commissione europea contiene diverse misure antidumping. Tra queste la liberalizzazione delle operazioni di cabotaggio, seppure in un lasso temporale di cinque giorni. Per il presidente di Fai-Conftrasporto, Paolo Uggè, si tratta di una misura che «metterebbe fuori gioco le imprese italiane». Per la semplice ragione, spiega, che consentirebbe «agli operatori esteri di effettuare prestazioni di trasporto dal lunedì al venerdì, di rientrare nei Paesi di origine nel fine settimana e poi ritornare in quella successiva».

Ma d’altra parte anche lo stesso ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, ha detto senza mezzi termini che quanto predisposto dalla Commissione «non ci soddisfa complessivamente», per il semplice motivo che «non si può liberalizzare senza garanzie», perché occorre sempre «mettere al centro la sicurezza, e i diritti dei lavoratori». Un’espressione che il presidente di Fai-Conftrasporto ha apprezzato per esprimere pubblicamente il proprio sostegno a Delrio.

Anche però da Anita era giunta una chiara critica contro la misura in questione, al punto che il presidente Thomas Baumgartner l’ha definita un’inaccettabile «liberalizzazione strisciante». «Non siamo contrari a priori – ha spiegato ancora Baumgartner – a patto che vengano rispettate pari condizioni di costi altrimenti, con l’attuale divario, la liberalizzazione del cabotaggio andrebbe ad esclusivo vantaggio dei vettori dei Paesi dell'Est Europa e a discapito di quelli italiani».

Peraltro Anita ha anche sottoscritto con altre nove associazioni europee del trasporto stradale un documento che ribadisce la netta presa di posizione contraria alle modifiche proposte dalla Commissione, sulla linea tracciata dai nove ministri dei Trasporti firmatari della ‘Road Alliance’ in tema di cabotaggio.

Come se ne esce? Secondo il presidente di Confartigianato Trasporti e di Unatras, Amedeo Genedani, si potrebbe anche pensare a un’eliminazione del numero di operazioni di trasporto in uno Stato terzo, ma da effettuare necessariamente in un periodo più limitato, come per esempio tre giorni. In questo modo la proposta della Commissione potrebbe divenire accettabile.

Ma il dibattito continua…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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