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Dalla Romania a Molinella, la “controdelocalizzazione” di Anteo

28 giugno 2017

Chiuso lo stabilimento romeno, l’azienda bolognese ha oggi una quota in Italia del 40% nel settore sponde caricatrici e un fatturato in forte crescita da due anni, con una previsione per il 2017 di un ulteriore aumento del +5%

Delocalizzazione sì, ma al contrario. Anteo, azienda italiana fondata nel 1969 e leader mondiale nelle sponde caricatrici, ha scelto di chiudere lo stabilimento produttivo che possedeva in Romania, nonostante il costo del lavoro più basso, perché non garantiva gli stessi standard qualitativi della casa madre italiana. L’azienda, che da quasi 50 anni produce sponde idrauliche in alluminio per camion, tir e furgoni per il carico e scarico merci dalle piattaforme logistiche, ha così concentrato la produzione nello stabilimento di Molinella, in provincia di Bologna. I risultati della scelta tutta “made in Italy” sono stati ottimi, sia per la produzione sia per il fatturato. Per quest’ultimo, ad esempio, Anteo ha registrato un biennio record con il +26% del 2015 e il +25% nel 2016 e anche le previsioni per il 2017 indicano un aumento del 5%. La sede bolognese si sviluppa su una superficie di 50.000 mq, di cui 15.000 coperti, con gli uffici amministrativi, il marketing, la parte commerciale e la direzione, più i due stabilimenti produttivi: Anteo 1, storica fabbrica realizzata nel 1969 con l’officina di produzione del pianale in alluminio, il dipartimento R&D ricerca e sviluppo, gli impianti per l’assemblaggio e il reparto di collaudo finale; Anteo 2, costruito a 500 metri dal primo, che si occupa invece della personalizzazione delle macchine, dell’imballo e della spedizione. È presente anche un impianto di produzione robotizzato, mentre tutta l'azienda è 4.0, cablata e connessa ad alta velocità e con progettazione e produzione in 3D che avviene attraverso i robot controllati anche in remoto.

L’impresa di Molinella, che dà lavoro a 70 persone, ha oggi una quota di mercato del 40% in Italia ed è presente in 56 Paesi nei cinque continenti. È leader di mercato in Australia (con il 40%) e al top anche in Nuova Zelanda, Singapore, Medio Oriente, Regno Unito e Russia.

Anteo produce 130 modelli diversi di sponde – speciali, a battuta, retrattili, a colonna, ripieghevoli, a rampa, dispositivi per i disabili e così via – per le più svariate esigenze di movimentazione e tutte personalizzabili, con oltre 30 mila configurazioni disponibili, progettate e realizzate in Emilia. La scelta di realizzare sponde solo in alluminio è dovuta al fatto che questo materiale, più costoso rispetto ad altri, è però molto resistente e al contempo leggero. Pesando meno sul mezzo su cui è montata, la sponda consente perciò minori consumi e inquinamento. Ogni prodotto ha una sua matricola creata in automatico dal configuratore che consente di avere una tracciabilità completa e di seguirne l’intero ciclo di vita. Ogni prototipo viene poi testato con oltre 50 mila cicli di carico e scarico.

L’ultima novità è Anteo Smart Safe, un dispositivo wireless che permette, senza alcun costo aggiuntivo, di avere in cabina un segnalatore che mantiene costantemente monitorata la posizione del pianale: nel caso di un posizionamento non corretto della sponda un segnale luminoso dentro la cabina avvisa immediatamente il conducente.

«La prossima sfida – spiega Ilmer Maietti, CEO della società – è quella di affermarci sull’enorme mercato nord-americano dove abbiamo da poco inaugurato due importatori esclusivi: Anteo Us e Anteo Canada, puntando sulla qualità 100% italiana dei nostri prodotti, sulla sicurezza e sull’innovazione».

Una prova di forza, dunque, che fa onore al nome della società (Anteo nella mitologia greca era appunto il gigante della forza).

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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