FINANZA E MERCATO

Il Tribunale di Milano scettico sul considerare privilegiati i crediti dei trasportatori verso l'Ilva

3 luglio 2017

Sembra un film già visto. Esattamente due anni fa, quando i trasportatori che vantavano crediti esagerati nei confronti dell’Ilva di Taranto scesero sul piede di guerra perché stanchi di aspettare pagamenti troppo a lungo attesi. Un turbamento analogo percorre nuovamente quelle aziende, ancora in febbrile attesa, quando hanno letto l'orientamento del Tribunale di Milano che all'udienda del 30 giugno, in maniera non ancora ufficiale, si è detto perplesso rispetto alla possibilità, come richiesto dai commissari, di accordare la prededuzione di quei crediti.

E' bastato questo per far scaldare gli animi. Anche perché lo stesso Tribunale di Milano avrebbe voluto rinviare la decisione definitiva a settembre, ma il comitato storico di trasportatori fornitori dell'Ilva, quello che peraltro vanta il maggior credito da recuperare, ha deciso già oggi di riunirsi per sollecitare una risposta definitiva in breve tempo, possibilmente nell'arco di qualche giorno.

Perché era così importante la prededuzione? Perché in pratica in questo modo i trasportatori avrebbero ottenuto la certezza di poter essere pagati prima rispetto alla massa di tutti i creditori. E questa garanzia, sempre a dire dei trasportatori, era stata data due anni fa, nel momento in cui venne pagato come acconto il 30% dei vecchi crediti e si inserì il beneficio in questione in una legge apposita. Ma sul punto non c'è unanimità di vedute. Secondo qualcuno, in realtà, non è vero che i trasportatori vengono citati esplicitamente in un testo normativo, ma compaiono soltanto in un atto parlamentare, privo di valore legislativo, redatto nei giorni della protesta.

Chi ha ragione si vedrà. Quel che è certo è che il Tribunale di Milano già all'udienza del 30 giugno ha definito più di 17.000 posizioni creditorie aperte tra dipendenti, banche, imprese e fornitori, per un totale di quasi 4 miliardi. In più ci sono da prendere in considerazione le istanze presentate tardivamente.

In ogni caso è certo che se i trasportatori non ottenessero la prededuzione finirebbero in un calderone dal quale uscirebbero con le ossa rotte e, in molti casi, in condizioni tali da mettere a rischio la loro stessa sopravvivenza. Un'eventualità drammatica per l'economia di un territorio che ha già pagato tanto e adesso chiede soltanto di poter ripartire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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