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Optifuel Challenge 2017: la passione vincente

10 luglio 2017

Chi è il miglior ecodriver italiano per Renault Trucks? In maniera anagrafica, la risposta è facile: il vincitore dell’Optifuel Challenge 2017 si chiama Daniele Lucertini, vive e lavora a Fano da circa 31 anni (per la precisione li compie ad agosto) ed è il papà di due bambini che insieme superano a malapena i tre anni. Ma non basta, perché Daniele ha anche un fratello, Mirko, di quattro anni più giovane, con cui condivide le sfide del lavoro e, stavolta, anche quella nel Challenge della Losanga. Anche lui, infatti, ha preso parte alla competizione, vincendo in modo netto la tappa di Ravenna (davanti al fratello) e giungendo quinto nella finale di Pavia. Ma non basta ancora. Perché Daniele e Mirko gestiscono un’impresa di autotrasporti di una dozzina di veicoli (l’Autotrasporti Lucertini, associata alla cooperativa CARP di Pesaro, a sua volta aggregata al Gruppo Federtrasporti) insieme al padre Vincenzo, che ha il grande merito di aver infuso nei figli una passione straordinaria per il lavoro.

L'eredità dei padri
Anzi, volendo esagerare, si può dire che all’Optifuel Challenge quest’anno ha vinto proprio quella passione lasciata in eredità dai padri. E non soltanto per le imprese dei fratelli Lucertini, ma perché in seconda posizione, a un soffio dal vincitore, si è piazzato Loris Tullio, che ha alle spalle una storia molto simile a quella di Daniele, vissuta qualche centinaio di chilometri più a sud, a Fondi (LT), sede della prima tappa della sfida: anche lui infatti ha raccolto il testimone dal padre Roberto con cui "fa muovere" un’azienda di autotrasporti associata al consorzio CTF della cittadina laziale e anche lui è animato da un autentico furore meccanico per tutto ciò che gira sopra e soprattutto sotto la cabina di un camion. Quando lo vedi spostare con precisione millimetrica e con la rapidità di un centometrista un autotreno con biga attaccata, capisci che lì su quel piazzale ha trascorso, a dispetto dei suoi 27 anni, tanto tanto tempo. Quanto? Difficile dirlo. E il perché è presto detto.

Un'iniziazione precoce
Daniele Lucertini, per esempio, racconta che conserva alcune foto che lo ritraggono accanto a un camion prima ancora che si tenesse in piedi con le sue gambe. Il viaggio di iniziazione avvenne non troppo tempo dopo, «quel giorno in cui mio padre mi consegnò la chiave di un camion e mi disse di spostarlo, all’interno del piazzale, qualche metro più avanti. Avevo soltanto nove anni. Ma all’improvviso mi sentii grande!».

Il percorso della finale: un riflesso del quotidiano
L’Optifuel Challenge fa venir fuori queste capacità perché le misura in contesti veri e reali
. Come quello rappresentato dal percorso individuato per la finale di Pavia che, secondo Daniele, era sufficientemente lungo e articolato per consentire di dimostrare la cosa che più conta quando lavori su un camion: la costanza e la capacità di restare a lungo concentrati. Magari mischiando, insieme alla concentrazione, quegli insegnamenti e quei suggerimenti che la competizione cerca di trasmettere. Uno di questi è quello che l’ecodriver 2017 sottolinea senza mezzi termini: «Riuscire a far scorrere il veicolo, a sfruttare dove possibile l’Optiroll che fa staccare la catena cinematica facendoti viaggiare in folle».

Dote che in finale è riuscito a dimostrare in modo convincente anche Roberto Pirondini, 48 anni di Mantova, che lavora in un’azienda associata al GAM, il cui titolare può definirsi veramente un uomo fortunato: dispone di un parco veicolare di tre veicoli e a guidarli, oltre a lui, sono due piedini di piuma, visto che il collega di Roberto è Alessandro Zerbinati, vincitore della tappa di Piacenza e quindi presente anche lui nei nove finalisti del Challenge. Insomma, in tempi in cui di autisti se ne trovano pochi e quelli bravi sono una specie in via di estinzione, riuscire ad averne “due su due” diventa un piccolo miracolo.

A ottobre, a Madrid, il gran finale
Un piccolo miracolo è anche quello che dovrà compiere a metà ottobre (17-19) Daniele Lucertini: volare a Madrid per riuscire a tenere alle sue spalle, nella finale internazionale dell'Optifuel Challenge, una trentina di colleghi provenienti da altrettanti paesi. Un piccolo miracolo perché Daniele guida normalmente cisterne alimentari e non cassonati, come quelli che si usano nella competizione, e per di più non ha esperienza con i camion della Losanga. Ma se vince, come primo premio, se ne porterà uno a casa. E questa prospettiva gli ha solleticato uno spirito competitivo che si legge chiaramente nei suoi occhi. Un sentimento imparentato in modo stretto con la passione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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