FINANZA E MERCATO

Contrordine: in Polonia mancano autisti di camion. E i salari aumentano

17 luglio 2017

Le aziende di autotrasporto polacche sono tante, tantissime. Lo scorso anno erano quasi 160milla, di cui 16.190 con più di sei veicoli e 1.850 con più di 50 veicoli. Ma soprattutto questa montagna crescente di imprese segue un andamento di ascesa quasi inarrestabile, in grado di spingere in alto le immatricolazioni dei veicoli pesanti a livelli decisamente superiori a quelli italiani. D’altra parte quando qui da noi si viaggiava con flessioni superiori al 50%, tanto da passare, nel mercato sopra le 16 ton, da circa 26mila veicoli a poco più di 12mila, in quel di Varsavia si passava dai circa 15mila ai 21mila dello scorso anno, quando ancora il tasso di crescita toccava un sostanzioso +26%. 

A spingere in alto questo mercato è stata la posizione geografica del Paese, molto vicina al gigante tedesco che le ha consentito di drenare milioni di tonnellate/km dagli altri mercati europei, ma anche soprattutto il costo del lavoro. In Polonia, un autista impegnato nel trasporto internazionale non raggiungeva i 20.000 euro all’anno

Non "raggiungeva", certo, perché il tempo passato, adesso, è quasi obbligatorio. Perché qualcosa nella macchina di crescita polacca forse si sta inceppando. O meglio, sembra quasi che la macchina correva quando aveva da recuperare, adesso che si sta concedendo dei lussi comincia a “consumare” troppo.

In che senso? Considerate questa dato: la disoccupazione polacca viaggia oggi intorno al 4,8%. Praticamente molto meno della metà rispetto a quella italiana. Contemporaneamente il PIL continua a crescere di un 3% circa all’anno, tanto da indurre chi governa quel paese (la destra ultraliberista) ad approvare alcune misure di apparente benessere alla popolazione. Cosa vuol dire? Vuol dire che mentre da noi l’età pensionabile sembra voglia continuare inesorabilmente ad aumentare, lì scende diventando mediamente inferiore alla nostra. 

A quel punto con un’economia che cresce, una domanda di impiego che aumenta e un mercato del lavoro che rimuove in anticipo gli anziani, ecco che l’offerta di manodopera scarseggia. 

Inizialmente a fungere da tampone è stata l’immigrazione dalla vicina Ucraina, spinta anche dai venti di guerra delle passate stagioni, o anche dalla Bielorussia e dalla Moldavia. Ma la legge della domanda e dell’offerta in questo caso è (per fortuna) implacabile: se serve forza lavoro e la forza lavoro non si trova, è normale che quella disponibile venga pagata di più. Così le buste paga diventano più pesanti. Si parla di un incremento nell’ordine del 65% negli ultimi anni. Certo, direte voi: quando si parte da molto in basso, anche una crescita del 65% non è poi così sostanziosa. Ma la tendenza è comunque quella. Tanto che si può ipotizzare che da qui a qualche anno le distanze attuali tra i mercati occidentali e quelli di questo paese orientali dovrebbero ridursi. E di questo tutto sommato potremo gioire anche in Italia. 

Fatto sta che la domanda di lavoro non soddisfatta aumenta e interessa non soltanto gli addetti del settore delle costruzioni, ma anche quello di autisti di veicoli pesanti. Insomma, qualche anno dalla Polonia venivano via per andare a guidare camion altrove. Adesso è in Polonia che cercano e spesso non li trovano chi li conduce.


La quasi totalità dei numeri citati in questo articolo è tratta dal volume «Un ritratto in cifre - 100 numeri per capire l’autotrasporto» di Deborah Appolloni e pubblicato da Federservice per Uomini e Trasporti. Il volume si può scaricare dall’area riservata del sito

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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