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Grimaldi: «Abbiamo costituito la confederazione ConfALIS. Adesso siamo pronti per l’Albo»

17 luglio 2017

«Serve aderire a una confederazione come condizione per accedere al Comitato Centrale dell’Albo? E noi ce l’abbiamo». Guido Grimaldi, presidente di A.L.I.S. (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile), intervenendo stamattina a Napoli al convegno «Il rilancio del Mezzogiorno attraverso la logistica interzonale e sostenibile», ha annunciato ufficialmente di aver costituito ConfALIS, vale a dire una confederazione tra la stessa associazione che guida e il Consorzio 906, ente di emanazione diretta della Federazione delle piccole e medie imprese. In questo modo viene soddisfatto uno dei principali requisiti richiesti per poter entrare a far parte di quell’organismo in seno al ministero che tutela e cura lo sviluppo del settore dell’autotrasporto. 

D’altra parte Alis scalpita in tal senso: nata da appena nove mesi, è riuscita a mettere insieme 1.200 realtà aziendali rappresentative di circa 80mila camion con oltre 2.700 collegamenti marittimi settimanali per le isole e più di 120 linee di Autostrade del Mare, chiamando a raccolta imprese di ogni modalità di trasporto e anche realtà infrastrutturali quali Autorità di Sistema portuale e interporti (ultimo, importante, quello di Verona), non soltanto italiani ma anche europei (vista l’adesione dei porti Valencia e di Barcellona). Una modalità nuova di approcciare la rappresentanza che manifesta in modo evidente l’esistenza di un’esigenza di una tutela diversa proveniente dal mercato, che Alis ha intercettato e canalizzato in maniera concreta, ricorrendo a un linguaggio snello e diretto. L’adesione al convegno di oggi di molti politici (dal sottosegretario Riccardo Nencini al governatore della Campania Vincenzo De Luca all’ex sottosegretario Mino Giachino), di moltissimi presidenti di autorità portuali, di diversi costruttori (dal Brand Manager di Iveco Pierre Lahutte al presidente della sezione veicoli industriali di UNRAE, Franco Fenoglio), ma soprattutto di circa un migliaio di rappresentanti di imprese di trasporto di ogni modalità presenti in sala, dimostrano senza mezzi termini che lo sviluppo di Alis è, come ha constatato Guido Grimaldi, «il segno evidente che esisteva un buco aggregativo: se in tanti ci hanno seguito significa che in tanti avevano bisogno di un’associazione di questo tipo». Ecco perché - ha concluso Grimaldi - «la politica ci deve ascoltare».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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