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Chiusura ferrovia del Reno fino al 7 ottobre: le soluzioni alternative e il rischio per l'Italia dei trasporti

28 agosto 2017

La ferrovia del Reno, all’altezza di Rastatt, a causa di uno smottamento che ha provocato un cedimento dei binari, è chiusa dal 12 agosto e non riaprirà prima del 7 ottobre. Sette settimane di blocco del principale collegamento tra l’Italia e la zona della Ruhr in Germania e il Benelux che può significare per il nostro paese un autentico black out e un grave danno per un intero settore produttivo e per le imprese che effettuano trasporti intermodali. Certo, finora, complice l’estate, le ripercussioni non sono state rilevanti. Ma, come preallerta il presidente di Anita, Thomas Baumgartner, «con l'apertura delle fabbriche e l'aumento del volume di traffico, già dalla settimana prossima si avranno le prime conseguenze: catene di montaggio ferme per la mancanza del necessario materiale, ritardi nelle consegne e aumento dei noli con danni alle esportazioni italiane». D’altra parte parliamo di uno snodo molto delicato, visto che, cifre alla mano, «il 70% dell’export italiano passa attraverso le Alpi e l'interscambio con il nord della Germania e il Benelux passa per la maggior parte via Svizzera con il sistema combinato ferrovia/strada». «Il trasporto stradale – avverte Baumgartner – da solo non sarà in grado di assorbire questo aumento di traffico quantificabile in circa 20.000 TIR la settimana».

Così, mentre l’associazione confindustriale chiede l'intervento del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, le Ferrovie di Germania (Deutsche Bahn), Svizzera (SBB), Austria (ÖBB) e Francia (SNCF) si sono messe intorno a un tavolo per trovare insieme una soluzione. La prima decisione urgente è stata quella di aumentare il numero di locomotive e di macchinisti a disposizione lungo i corridoi attraverso la Francia e l'Austria. Da segnalare pure l’iniziativa di FFS Cargo che per aggirare la tratta bloccata ha attivato un percorso alternativo che transita da Stoccarda, Singen (D) e Sciaffusa. Altri percorsi alternativi tra Francia e Austria sono stati autorizzati per circa 600 treni merci settimanali di FFS Cargo e FFS Cargo International.
In più ricordiamo anche la decisione di RAlpin, società specializzata nella gestione di autostrade viaggianti, di far circolare 124 treni supplementari per il traffico merci. A questo scopo userà soprattutto il terminal di Friburgo che si trova a sud di Rastatt.
Da ultimo si segnala l’iniziativa dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) che, su richiesta dall’associazione dell’autotrasporto ASTAG, ha fatto sapere che considererà le stazioni di carico del Baden-Württemberg, che si trovano in Germania, come se fosse situate in Svizzera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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