UFFICIO TRAFFICO

1.698 euro e 10 punti patente per manomissione tachigrafo; escluso il penale

30 agosto 2017

Tutto sommato, gli è andata bene. Parliamo di un autista di 58 anni, residente a Reggio Calabria, che ieri mattina, poco dopo le 9.30 è stato fermato lungo la SP119 Chizzalunga, nel vicentino, dalla polizia locale Nordest Vicentino del distaccamento di Sandrigo. A quel punto ha presentato i fogli di registrazione degli ultimi 28 giorni, ma subito l’attenzione degli agenti si è fermata sui momenti precedenti al controllo, in quanto il camion veniva dato in sosta da circa 2 ore e mezzo. Da lì gli agenti hanno deciso di trasferire il veicolo in un’officina attrezzata per revisionare i tachigrafi. Dopo un po’ però, evidentemente resosi conto che la verità stava per venire a galla, lo stesso autista ha deciso di confessare e di raccontare agli agenti che aveva fatto montare un dispositivo comandato da un interruttore posto sotto al cruscotto, con il quale diventava possibile attivare e disattivare il sensore di movimento del veicolo. 

Un meccanismo già conosciuto dagli agenti e già da anni sanzionato in maniera pesante tramite una multa pecuniaria di 1.698 euro, il ritiro della patente e una decurtazione dello stesso documento di circolazione di 10 punti. Tutte sanzioni confermate anche in questo caso. Invece, malgrado una giurisprudenza della Cassazione ormai quasi costante, che interpreta una tale manomissione del tachigrafo come una rimozione delle tutele finalizzate alla sicurezza dei lavoratori, previsto come reato dall’art. 437 c.p., gli agenti non hanno denunciato l’autista alla magistratura per accertare le sue responsabilità penali. Ed ecco perché, tutto sommato, gli è andata bene…

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