LEGGI E POLITICA

Risarcimenti dei danni da sinistro stradale: nuove norme per combattere le frodi

1 settembre 2017

Giro di vite contro le possibili truffe nei risarcimenti da incidenti stradali. Con la legge n. 124 del 4 agosto 2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.189 del 14 agosto 2017, infatti, chi approfittava di un sinistro per denunciare mali non meglio provati o chi gonfiava l’accaduto affidandosi anche a testimoni per così dire compiacenti avrà la unghia tagliate. Ma non si tratta soltanto di questo. Le novità sono diverse e vale la pena di passarle in rassegna.

LESIONI

Cominciamo dalla lesioni. La legge distingue le micro (quelle inferiori ai 10 punti percentuali di invalidità) dalle macro (da 10 a 100 punti): per entrambe ci si affiderà a specifiche tabelle, distinte però per valori e quindi risarcimenti, valide per l’intero territorio nazionale, calcolate, punto per punto, in relazione all’età anagrafica di chi ha subito il danno e aggiornate ogni anno dall’Istat. C’è un margine di discrezionalità rimesso al giudice, che però sarà limitato a un 20% nelle microlesioni, per salire al 30% nelle macro e comunque dovrà essere giustificato da specifica documentazione che accerti una perdita di opportunità dinamico-relazionali o di fronte a sofferenze psicofisiche particolari, ma soltanto nelle microlesioni.

Tramonta anche in parte quella voce definita «danno biologico», perché non è più risarcibile se, in caso di lesioni lievi, non siano stati prodotti esami clinici obiettivi. Unica eccezione prevista quella delle cicatrici o di altre lesioni visibili, perché a quel punto la risarcibilità è possibile anche attraverso un accertamento visivo.

TESTIMONI

Rispetto ai testimoni, la legge prevede tre novità essenziali. Innanzi tutto, rovina la carriera a quelli di professione, nel senso che mette un tetto al numero di volte in cui si può comparire come teste in causa assicurative: 3 volte in 5 anni. Alla quarta il giudice segnala il nominativo alla Procura che ne accerta eventuali responsabilità per falsa testimonianza o frode alle assicurazioni.

Secondariamente, ridimensiona il ruolo dei testimoni, in quanto adesso il giudice può valutarne la ricostruzione del sinistro secondo il suo punto di vista. Insomma, hanno un valore indicativo, ma non decisivo.

Infine, almeno rispetto al risarcimento di beni (non di persone, quindi), i testimoni vanno indicati immediatamente, contestualmente al sinistro. In mancanza, non potranno essere prodotti in un’eventuale causa successiva. Anche se si concede alla compagnia assicurativa di avvertire dell’opportunità che va a scemare il proprio cliente entro 60 giorni dalla denuncia e questi ha altri 60 giorni per prendere una decisione al riguardo.

Queste regole non valgono, oltre che nei casi in cui il sinistro abbia prodotto danni a persone, quando il possibile testimone era oggettivamente non identificabile o quando a identificarlo aveva comunque provveduto la polizia.

Assurge al ruolo di testimone invece la scatola nera, che diventa una prova a tutti gli effetti e concede a chi ne è equipaggiato uno sconto sul premio assicurativo. In pratica, la normativa tende a privilegiare ricostruzioni oggettive fondate sulla tecnologia, a quelle basate sul fattore umano.

ANTIFRODE

Le Compagnie di assicurazione possono non attenersi alla tempistiche di legge nel presentare offerte di risarcimento a un danneggiato, laddove dalla propria banca dati dei sinistri (o anche da una perizia) emergano almeno due condizioni che fanno presumere l’esistenza di una frode. Questa materia sarà regolamentata nel dettaglio da circolare dell’IVASS.

CARROZZIERI

In tutti i casi in cui chi ha subito danni a un veicolo cede al carrozziere il credito vantato nei confronti dell’assicurazione, in modo da evitare di anticipare soldi, lo stesso carrozziere provvederà prima alla riparazione e quindi, dopo presentazione necessaria di una fattura, sarà risarcito dalla Compagnia. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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