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Chiusura ferrovia del Reno: Anita chiede misure immediate

7 settembre 2017

Dal 12 agosto scorso, a causa della chiusura della ferrovia della valle del Reno all’altezza di Rastatt (in Germania) ha tagliato il principale collegamento ferroviario via Svizzera tra l'Italia e la zona della Ruhr e il Benelux, nonché verso il Porto di Rotterdam con conseguenti gravi ripercussioni per l’economia italiana e per le imprese che effettuano trasporti intermodali.  Ieri, presso il MIT si è riunito il tavolo di crisi costituito dagli operatori coinvolti. Un gruppo di lavoro che si incontrerà anche nei prossimi giorni per analizzare  con gli operatori tedeschi gli aspetti tecnici emersi nel corso della riunione. 

 «Ciò che più conta in questo momento è agire sul sistema ferroviario tedesco per avere certezze sulle tempistiche di ripristino totale della linea ferroviaria e per mettere in campo instradamenti alternativi, mobilitare risorse sia dal punto di vista delle infrastrutture sia dal punto di vista economico, oltre ad una serie di misure che permettano di arginare il più possibile le ricadute negative di tale emergenza - ha dichiarato Angelo Di Martino, presidente della sezione trasporto intermodale di Anita, presente all'incontro - Sono certo che il ministro Delrio farà sentire la propria voce sia con la Germania sia con le Autorità europee poiché al di là dei numeri drammatici che rappresentano un duro colpo al trasporto ferroviario e intermodale, a livello nazionale ed europeo, proprio in una fase tendenzialmente espansiva del settore, è importante che il Governo salvaguardi le politiche volte a promuovere l’intermodalità in generale, e il trasporto combinato terrestre in particolare, puntando ad una gestione coordinata ed integrata dei corridoi, affinché ciò che è accaduto non succeda più».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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