LEGGI E POLITICA

Conftrasporto chiede di equiparare dal 30 settembre i trasportatori di rifiuti italiani e quelli esteri

15 settembre 2017

La concorrenza è l’anima del commercio. E anche nel trasporto può portare giovamento. Tranne quando diventa visibilmente sbilanciata. Come quella che tante volte i vettori italiani subiscono da parte di colleghi stranieri provenienti da paesi in cui i costi di esercizio sono drasticamente più ridotti. O come quella che, nel segmento del trasporto rifiuti subiscono sempre i vettori italiani, tenuti a iscriversi all’Albo Gestori Ambientali e soprattutto a fornire una ricca documentazione che comprende:
- dotazione minima di personale e di mezzi
- copia delle rispettive carte di circolazione
- perizia tecnica sulla loro idoneità al trasporto dei rifiuti
- copia della licenza comunitaria o delle autorizzazioni per trasporti internazionali di merci
- volume di affari
- attestazione pagamenti di segreteria
- e tanto tanto altro.

Per carità: parliamo di un settore delicato, in cui i rischi sono elevati, le conseguenze dei sinistri sono ad alto tasso di pericolosità e le infiltrazioni di organizzazioni criminali purtroppo molto frequenti.

Ma per quale motivo tutte queste precauzioni valide per gli italiani non devono essere adottate anche per i trasportatori stranieri? In realtà la domanda è oziosa, perché a partire dal prossimo 30 settembre in effetti la stessa normativa dovrebbe equiparare le condizioni di questi e quelli. Perché il condizionale? Ma perché in Italia accade spesso che le scadenze passino sotto traccia o vengano fatte scivolare in avanti,

Ecco perché Conftrasporto ha deciso di battere i pugni sul tavolo e di intervenire presso l’Albo dei Gestori Ambientali proprio per richiedere fortemente che i vettori esteri, che già effettuano trasporti di rifiuti da e per l’Italia, completino la loro iscrizione e si mettano in regola anche rispetto alla documentazione.

Il timore dell’associazione, cioè, è quello che la scadenza del 30 settembre sia rinviata e che quindi non si realizzi dal 1° ottobre prossimo «la parità di condizioni di concorrenza tra le imprese italiane e vettori esteri che già operano da e per l’Italia e per la quale si batte da oltre venti anni, soprattutto per il tramite dei Presidenti delle sue Associazioni specializzate di settore». 

E il 30 settembre è molto molto vicino...

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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