LEGGI E POLITICA

ALIS rialza l’attenzione sul Marebonus

21 settembre 2017

Alis porta nuovamente l’attenzione politica sulle norme attuative per accedere ai contributi del trasporto combinato mare-strada. Contributi il cui valore complessivo ammonta a circa 180 milioni di euro per le annualità 2017-2018 (Legge di stabilità 2016) ma che, secondo l’associazione starebbero arrivando in ritardo e in modo poco chiaro.

«Il Marebonus sta naufragando – è il commento di Guido Grimaldi, Presidente Alis –Un danno incalcolabile per l'economia del Paese. Le aziende dell'autotrasporto hanno creduto a tal punto nello strumento da indirizzare i propri investimenti verso un trasporto sempre più intermodale, sostenendo proprio quelle politiche ambientali e di sicurezza fortemente promosse dal Governo. Rimane però difficile da comprendere il clamoroso e colpevole ritardo sul Marebonus e soprattutto il permanere dell'incertezza sull'ammontare degli investimenti richiesti alle Compagnie di Navigazione per poter accedere agli incentivi da trasferire successivamente in larga parte agli Autotrasportatori». Grimaldi aggiunge che «Manca la giusta determinazione del Governo e la necessaria chiarezza. Bisogna liberare risorse e superare il nodo creato sul concetto di aiuto. Mentre cresce la discussione interpretativa aumentano i disagi del settore, soprattutto quello dell'autotrasporto. Il buonsenso e la logica suggeriscono di insistere con la Commissione Europea per far avere i finanziamenti direttamente agli autotrasportatori, come previsto dal vecchio Ecobonus». Il presidente di Alis prosegue sostenendo che la misura «rappresenterebbe un ottimo incentivo per tutta la catena logistica e consentirebbe alle aziende di autotrasporto di scegliere, nel rispetto dei principi del mercato europeo, l'operatore marittimo con cui imbarcare».

Il rischio che intravede Grimaldi è quello di «evidenti disparità. Da una parte si danneggiano alcuni operatori e dall'altra si finanziano, con oltre 70 milioni di euro, altri 'privilegiati’. C'è chi garantisce prestazioni e chi riceve senza onorare gli impegni assunti. Si altera cosi il mercato e la leale concorrenza e si fanno crescere disparità quando si premiano rendite di posizioni, spesso inspiegabili ed ingiustificate, e non chi ha messo in campo investimenti».

In conclusione, l’invito di Grimaldi è quello di cambiare rotta, esprimendo «non poche perplessità sui ritardi e sui silenzi di parte del mondo associativo che non è in grado di sensibilizzare con la giusta determinazione il Governo su tale problematica né di dare efficace rappresentanza alle imprese del settore».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home