UFFICIO TRAFFICO

7 novembre: al tribunale di Nizza l'udienza sul divieto di circolazione per camion sul Colle di Tenda

7 novembre 2017

Dallo scorso 12 ottobre sui cartelli stradali all’imbocco dei centri abitati di Tenda, Fontan, La Brigue, Saorge e Breil, nella valle francese della Roya, è comparso il divieto di circolazione per i veicoli pesanti superiori alle 19 tonnellate sull’intera RD6204. È questa la conseguenza di un'ordinanza congiunta presentata a settembre alla prefettura di Nizza che ha messo fuori gioco molti trasportatori italiani, costringendoli a innalzare i costi di esercizio e che sembra violare alcuni principi fondamentali come la libertà di commercio e di libera circolazione delle merci. Il perché è resto detto: andare dalla Francia all’Italia attraverso il Colle di Tenda, per esempio, comporta una percorrenza di 214 km, ma con l’applicazione dei divieti e le deviazioni lungo la A33, la A6 e la A10 i chilometri stessi lievitano fino a 416. In termini temporali equivale a lasciare per strada qualcosa come quasi tre ore.

Ecco perché alcune organizzazioni di autotrasportatori, per la precisione Astra, Fai e Confartigianato Trasporti, hanno presentato un’opposizione sulle quali oggi, 7 novembre 2017, si pronuncerà il Tribunale Amministrativo di Nizza. Ma non si tratta dell’unica opposizione. La prima, anzi, è stata quella della Prefettura di Nizza, seguita poi, oltre che dagli autotrasportatori, anche dall’impresa Buzzi-Unicem presente con una sede a Robilante. Per la precisione le associazioni cuneesi dei trasportatori, insieme agli artigiani, unite per combattere insieme un provvedimento ingiusto e fortemente penalizzante, hanno deciso di schierarsi dalla parte delle imprese rappresentate, affidandosi a uno studio legale di Lione.

Ma su cosa si baserà questa opposizione?

Le contestazioni portate dall’avvocato francese, oltre a sottolineare il carattere urgente e le gravi ripercussioni che ne derivano sull’attività economica delle aziende coinvolte, fanno principalmente riferimento alla legalità del provvedimento. La difesa non solo riporta l’attenzione sulla competenza del soggetto tenuto a disporre un divieto di tale tipo, ma si concentra anche sul carattere permanente, generale e assoluto della misura, in contrasto con quanto previsto dal Codice generale delle collettività territoriali francese. Per esempio si evidenzia come i comuni di Saorge e La Brigue, i cui centri abitati non sono attraversati dal traffico della RD6204, non abbiano diritto a realizzare tale interdizione. Il divieto, oltre che rivestire un carattere eccessivo e non proporzionato, dimostra inoltre come solo un numero residuo di veicoli pesanti all’ora circolino sulla RD6204.

Il giudizio del Tribunale non sarà immediato, ma la procedura francese, più celere rispetto a quella italiana, dovrebbe fornire un responso in tempi relativamente brevi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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