LEGGI E POLITICA

Legge di Bilancio: passa un taglio di 50 milioni all'autotrasporto. Unatras chiede incontro urgente a Delrio

12 novembre 2017

Arrivano brutte notizie dall’iter di approvazione della Legge di Bilancio, che almeno in parte sono il riflesso dell’uscita dalla maggioranza dell’ala bersaniana del PD confluita in Mdp e anche di alcuni contrasti interni allo stesso partito di Matteo Renzi. L’8 novembre, infatti, l’autotrasporto ha subito un taglio di 50 milioni (che diventano 150 in tre anni) da destinare al trasporto marittimo, a causa dell’approvazione di un emendamento proposto alla Commissione Trasporti del Senato dal PD Raffaele Ranucci. La maggioranza ha votato contro, ma lo stesso emendamento però è passato grazie al voto favorevole del movimento 5 Stelle. Il rappresentante grillino in Commissione, Andrea Cioffi, ha giustificato il voto dichiarando che in questo modo si spostano «50 milioni di euro dall’inquinante trasporto su gomma a quello meno impattante delle vie del mare». 

In realtà per essere definitivamente approvato l’emendamento deve passare ora al vaglio della Commissione Bilancio ed ecco perché, proprio per evitare una modifica definitiva del testo di legge, i rappresentanti dell’autotrasporto hanno iniziato a far sentire la loro voce.

Amedeo Genedani si è prodotto in una doppia difesa, sia in veste di presidente di Confartigianato Trasporti sia di presidente di Unatras. Come rappresentante dei trasportatori artigiani ha ricordato al ministro Delrio l’impegno a dover «garantire l'importo di 51 euro per le deduzioni forfetarie delle spese non documentate anche per quest'anno, nell'interesse della stragrande maggioranza di trasportatori italiani, che su questa misura fondamentale hanno già subito una riduzione costante in questi anni». Ecco perché per il presidente di Confartigianato Trasporti «è necessario che il Governo italiano rispetti la categoria e rimedi al pasticcio prodotto nella Legge di Bilancio e mantenga gli accordi assunti».

Come presidente di Unatras, invece, Genedani ha scritto direttamente al ministro dei Trasporti Graziano Delrio per chiedere un incontro urgente. L’invito è a non strapazzare troppo il settore, perché è vero che finora «l’autotrasporto e le sue Associazioni sono stati «capaci di atteggiamenti responsabili, ma guai a considerare ciò come tacita accettazione di un ruolo di insignificanza politica per un settore che rappresenta oltre il 6% del PIL e centinaia di migliaia di posti di lavoro».

D'altra parte, di carne al fuoco, vale a dire di argomenti rimasti sospesi, ce ne sono tanti. Genedani parte ovviamente da quello della riduzione delle risorse, definendola «gravissima», a maggior ragione se si tiene conto «che il fondo stanziato per il settore, peraltro ridottosi nel corso degli ultimi anni, non è sufficiente a coprire le esigenze dell’autotrasporto». Per esempio, «con riferimento alle deduzioni forfetarie per le spese non documentate - ricorda il presidente - per il riparto delle risorse 2018 è necessario reperire circa 30 milioni aggiuntivi per garantire la cifra concordata di 51 euro alla stragrande maggioranza di trasportatori italiani, artigiani e piccole imprese». Insomma, bisognava trovare nuove risorse, non ridurle. 

E poi c’è un intero elenco di provvedimenti promessi e rimasti sulla carta, tutti finalizzati a contrastare la concorrenza sleale e il dumping sociale operato dai vettori stranieri: da quello di sanzionare la violazione del divieto di effettuare il riposo regolare settimanale in cabina, all’estensione della disciplina sul distacco transnazionale oltre che alle operazioni di cabotaggio anche ai trasporti internazionali, fino all’emanazione della circolare Inps per attuare la decontribuzione degli autisti impegnati in trasporti internazionali per almeno 100 giorni, attesa ormai da due anni.

Da ultimo Genedani ricorda pure la problematica relativa alle inefficienze degli uffici delle motorizzazioni civili, «i cui organici non sono sufficienti per garantire l’espletamento delle procedure minime necessarie per esercitare l’attività di autotrasportatore». 

Di tutta la vicenda, poi, il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, fornisce una lettura politica, che in qualche modo getta uno sguardo verso le elezioni della prossima primavera. «Non è un mistero - scrive Uggè dal sito dell’associazione - che esistono movimenti dichiaratamente contrari al mondo del trasporto su gomma e che sono propugnatori di iniziative che, se attuate, ci faranno regredire di anni». Da qui l’invito a stare vicino alle attività associative per evitare di «rafforzare chi è portatore di posizioni in politica dannose per le attività del mondo dei trasporti». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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