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Baumgartner: «Il distacco del Pacchetto mobilità è impraticabile. Meglio anticipare il tachigrafo intelligente»

12 novembre 2017

Si parla tanto di distacco dei lavoratori e delle conseguenze negative che questo istituto sta producendo sull’autotrasporto. Ma come cambierà da qui a pochi mesi il distacco e l’intero autotrasporto europeo? A questa domanda risponderà il Pacchetto mobilità che l’Unione europea dovrebbe approvare nei prossimi mesi. L’iter è già scritto: il prossimo 5 dicembre sarà affrontato dal Consiglio europeo, a gennaio lo prenderà in considerazione la Commissione e infine ai primi di giugno 2018 passerà al vaglio del Parlamento europeo. Da qui a sette mesi quindi il settore subirà un’autentica rivoluzione. Ecco perché Anita, decisa a partecipare attivamente a questo processo di cambiamento, ha invitato lo scorso 10 novembre a Verona, presso l'interporto Quadrante Europa, quattro parlamentari europei che siedono in Commissione Trasporti e figurano come relatori di alcune proposte tra le più impegnative del Pacchetto Mobilità - Isabella De Monte, Ismail Ertug, Massimiliano Salini e Jens Nilsson - insieme a Roberto Parrillo, presidente dell’ETF (European Transport Federation), per presentare e discutere insieme.

La proposta sul distacco avanzata dalla Commissione e inserita nel Pacchetto parla chiaro: un autista dovrà avere una remunerazione maggiore quando lavora per più di tre giorni al mese in un Paese comunitario estero in cui si applica un salario minimo superiore a quello dove è stato assunto. In pratica se parte dalla Romania e per più di 72 ore lavora in Germania, per quel tempo dovrà ricevere un salario tedesco. Fanno eccezioni le operazioni di cabotaggio per le quali l’obbligo di adeguamento della retribuzione scatta fin dalla prima operazione. Per capire se il veicolo passa da un paese all’altro bisognerà che l’autista registri il passaggio di frontiera sul tachigrafo, cosa che avverrà automaticamente quando entrerà in vigore la versione intellingente, dotata di GPS.

Per Baumgarten tutto questo è difficilmente applicabile. Per spiegare in che senso si è affidato a un esempio: «Un autista polacco che trasporta delle merci tutti i mesi dalla Polonia alla Spagna, ogni volta attraverserà più paesi e quindi, alla fine del mese, avrà lavorato per più di tre giorni in Germania, in Francia, in Spagna ecc. A quel punto cosa bisognerebbe fare? Retribuirlo in piccola parte rispetto ai parametri tedeschi, per un’altra parte rispetto a quelli francesi e così di seguito? Sarebbe veramente inconcepibile». Una norma costruita in questo modo, peraltro, sarebbe secondo il presidente di Anita non soltanto complicata da applicare, ma anche da controllare e quindi, «finirebbe per avvantaggiare soltanto chi non rispetta le normative per rendere più difficile il lavoro a chi le osserva».

Proprio rispetto ai controlli lo stesso Baumgartner ha anche sottolineato come sarebbe urgente anticipare l’introduzione del tachigrafo intelligente, prima cioè della data prevista del 2034. La questione interessa da vicino il distacco e i trasporti di cabotaggio, per i quali esiste un lasso temporale di tempo entro il quale è possibile effettuarli. «Perché se l’autista, contrariamente a quanto gli chiede la normativa - ha spiegato il presidente di Anita - non registra sul tachigrafo il dato relativo al suo ingresso in un paese, potrà tranquillamente lavorare per giorni se non per settimane e poi, quando eventualmente dovesse essere fermato dagli organi di polizia, potrà dichiarare di essere entrato il giorno prima e cavarsela pagando semplicemente 50 euro di sanzione».

Una posizione, questa, condivisa dall’onorevole De Monte. «Il vero modo per controllare il ritorno a casa e, conseguentemente, anche il cabotaggio - ha dichiarato la parlamentare europea che siede in Commissione Trasporti - è quello di implementare le norme sul tachigrafo digitale. Sono a favore di un utilizzo più ampio di tale strumento, che può essere collegato costantemente a un satellite e dal quale possiamo trarre molte informazioni: dal tempo di guida ai riposi, dall’inizio del cabotaggio alle operazioni effettuate». Anche De Monte ha ribadito come sia necessario anticipare l’introduzione del tachigrafo intelligente prima della data prevista del 2034 e di come questo strumento possa in concreto «proteggere le condizioni di lavoro dei lavoratori e consentire di verificare più agevolmente la conformità al diritto dell’Ue».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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