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De Monte: «Obbligare l'autista a dormire fuori dal veicolo non risolve i problemi, ma potrebbe crearne»

12 novembre 2017

Il divieto di effettuare il riposo lungo settimanale in cabina sembra la panacea di tutti i mali prodotti dal dumping sociale. Molti paesi europei (Francia, Belgio, Regno Unito, ecc) lo hanno già introdotto. E anche nel Pacchetto mobilità destinato a rivoluzionare l’autotrasporto europeo c’è un’esplicita previsione in tal senso, stabilendo che il riposo settimanale regolare non si potrà trascorrere nella cabina del camion e che quindi le imprese dovranno provvedere a una sistemazione per gli autisti nei viaggi sulle lunghe distanze. In questo modo, secondo la Commissione, gli autisti internazionali potranno passare più tempo a casa e godere, fuori dal camion, di un riposo migliore. 

Non tutti però sono d’accordo sul punto. Isabella De Monte, per esempio, parlamentare europea e relatrice in Commissione Trasporti proprio delle nuove disposizioni sui tempi di guida e di riposo, intervento al convegno organizzato da Anita lo scorso 10 novembre all’interporti Quadrante Europa di Verona, ha detto chiaramente che «obbligare il conducente a dormire fuori dal veicolo non risolverebbe i problemi, ma ne creerebbe. Sono contro la separazione forzata dell’autotrasportatore dal suo camion; bisogna lasciare tale possibilità di scelta pur applicando degli accorgimenti come ad esempio prevedere che tale riposo avvenga in aree specifiche e dedicate con servizi igienici e docce». De Monte ha anche ricordato che un aiuto alla discussione su questo tema potrebbe arrivare da uno studio sulla situazione delle aree di sosta nelle autostrade che sta realizzando la Commissione europea e che uscirà il prossimo anno.

Allineata al riguardo anche la posizione del presidente di Anita, Thomas Baumgartner, che non si è detto contrario alla misura, ma ha invitato a considerarla meglio. Perché è vero che potrebbe avere risvolti positivi, ma bisogna pure valutare quelli negativi. «In molti casi, cioè - ha dichiarato il presidente - una cabina di un camion attrezzata secondo le esigenze di un autista, potrebbe dimostrarsi più confortevole di una foresteria. D’altra parte - ha aggiunto - «se i vacanzieri dormono in camper, perché per l’autista non potrebbe essere possibile, visto che l’ha attrezzata come vuole».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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