LEGGI E POLITICA

Finalmente applicabile lo sgravio contributivo per autisti di trasporto internazionale

13 novembre 2017

«Nuntio vobis gaudium magnum: habemus sgravium!». L'espressione è giustificata: non parliamo di uno sgravio qualunque, ma di quello simbolico, funzionale a contenere i costi dell’autotrasporto italiano sul mercato internazionale. Misura concepita più di due anni or sono (nella legge di stabilità del 2016 per durare tre anni e partire già dal 1° gennaio di quell’anno), ma sempre rimasta lettera morta, in quanto difettava della circolare applicativa dell’Inps. Ora invece questa circolare esiste, reca la data del 10 novembre (n. 167) e forse neanche troppo casualmente arriva poche ore dopo che il presidente di Unatras, Amedeo Genedani, aveva messo in mora il ministro dei Trasporti Graziano Delrio rispetto a una serie di misure “in attesa di attuazione” in cui compariva anche questo fantomatico sgravio. A dire il vero, già in precedenza, la legge di conversione del D.L. n. 50/2017 aveva provveduto ad aggirare lo scoglio principale della normativa, vale a dire la contrarietà alla legislazione comunitaria sugli aiuti di Stato, stabilendo che lo sgravio contributivo viene riconosciuto solo entro i limiti de minimis. In più aveva anche precisato che le risorse pubbliche con cui coprire la misura sono 65,5 milioni di euro per il 2016, mentre per i due anni successivi crolleranno a 500.000 euro. Considerando che la misura si applica oltre che alle imprese di autotrasporto merci conto terzi, anche a quelle in conto proprio e a quelle di trasporto persone, è utile ricordare – vista pure la consistenza delle risorse – il criterio con cui vengono distribuite. L’Inps, in proposito, chiarisce che l’agevolazione tiene presente l’ordine cronologico di presentazione delle istanze, a partire dal raggiungimento delle 100 giornate di trasporto internazionale da parte del singolo conducente.

Ma facciamo un passo indietro per mettere a fuoco la misura. Stiamo parlando di una forma di contenimento del costo del lavoro, tramite esonero contributivo dell’80% dei contributi previdenziali (con esclusione di premi e contributi Inail) da versare rispetto ad autisti impegnati in trasporti internazionali per almeno 100 giorni in un anno. Trasporti effettuati, ovviamente, tramite veicoli ai quali è applicabile il Regolamento (CE) n. 561/2006 ed equipaggiati con tachigrafo digitale.

COME SI CONTEGGIANO I 100 GIORNI

I 100 giorni in questione vanno conteggiati già a partire dal 1° gennaio 2016 considerando anche le giornate impiegate interamente in tratte nazionali di un trasporto internazionale, nonché quelle impiegate in viaggi internazionali tra Stati diversi dall’Italia. Lo sgravio poi potrà partire il mese successivo a quello in cui si raggiungono i 100 giorni annui richiesti e fino al periodo di paga di novembre 2018. In caso di multipresenza, vale a dire di ricorso a due autisti per lo stesso trasporto, dello sgravio potranno beneficiare entrambi.

COME SI PRESENTA LA DOMANDA

In termini procedurali, per godere dello sgravio l’azienda deve avanzare richiesta tramite procedura telematica “TRAS.INT.”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente” disponibile sul sito internet Inps. In questa domanda va indicato:
- il lavoratore per il quale intende fruire dell’agevolazione
- la data in cui è stata raggiunta la condizione dei 100 giorni di trasporto internazionale
- l’importo della retribuzione mensile media
- l’aliquota contributiva datoriale applicata.
A quel punto, entro 48 ore dalla trasmissione del modulo telematico, l’Inps calcolerà l’importo dell’esonero spettante e verificherà la disponibilità di risorse. Se tale verifica andrà a buon fine, risponderà alla domanda autorizzando l’impresa a fruire dell’esonero. Cosa che potrà avvenire attraverso un conguaglio sulle denunce contributive

Per ogni ulteriore approfondimento potete consultare la circolare direttamente a questo link

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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