UFFICIO TRAFFICO

La congestione paralizza il porto di La Spezia: proclamato fermo dal 13 dicembre

13 novembre 2017

A partire dal 13 dicembre sul porto di La Spezia l’autotrasporto si ferma. Si tratta di un sostenuto da CNA Fita e da Confartigianato Trasporti e poi appoggiato anche da Trasportounito, però all’inizio la protesta ha preso avvio in modo praticamente spontaneo. Tutto è iniziato quando lo scorso martedì 7 novembre un camion è arrivato in porto e, trovando l’accesso bloccato da una sola guardia giurata, è dovuto tornare indietro e provare su un’altra via di accesso. Ma a questo scopo è stato costretto nervosamente a fare una manovra impegnativa e poi un’altra ancora, fino a quando, spazientito, si è piantato lì, in mezzo alla strada. Si è fermato e… improvvisamente è iniziato un fermo.

Guai però a trarre conclusioni affrettate. Dietro questo modello di agitazione che si accende dal basso, c’è in realtà un malessere salito di mese in mese. Gli stessi referenti locali delle due associazioni artigiane propotrici, Giuliana Vatteroni (CNA Fita) e Nicola Carozza (Confartigianato Trasporti) parlano di  una situazione logistica che sta implodendo. Dietro al quotidiano, però, ci sono molte problamatiche, alcune di natura programmatica, altre contingenti. Le prime sono quelle legate alla ristrutturazione del porto, al reperimento di maggiori spazi, al previsto incremento del traffico container che richiederà un ripensamento radicale dell’organizzazione portuale per non creare ricadute negative anche sul tessuto cittadino. Vatteroni e Carozza ricordano che «lo scenario mondiale della movimentazione dei traffici è cambiato radicalmente e che La Spezia rischia di diventare il fanalino di coda in assenza di un modello condiviso con tutti gli attori e capace di confrontarsi a pieno titolo con gli altri Porti». Il riferimento esplicito è rivolto a Contship, società che detiene il terminal container e sta pensando a «operazioni di riorganizzazione logistica su larga scala», ma in modo «avulso dalla città puntando, seppur legittimamente, solo al proprio consolidamento e sviluppo, negando la possibilità anche di piccoli aggiustamenti, certo non risolutivi ma utili a creare un clima più sereno e condizioni di lavoro dignitose per altre imprese».
E poi sta arrivando Natale e quindi nelle prossime settimane si attende un’impennata dei traffici. Così quello che oggi appare un processo estremamente lento potrebbe letteralmente collassare.

Ma nella quotidianità questa lentezza entra direttamente nelle tasche delle aziende di autotrasporto, impedisce di organizzare i viaggi in maniera credibile, mette a dura prova anche il confronto degli autisti con la normativa sulle ore di guida e di riposo. I rappresentanti delle imprese artigiane provano ad avanzare delle proposte sostenendo quanto sia necessario «accelerare le operazioni interne senza ‘movimentazioni prioritarie’ legate alle navi e ai treni che fanno dilatare i tempi d’attesa e individuare aree all'interno del Porto per carico e scarico di container nei momenti di punta».

Trasportounito, che come detto ha aderito alla protesta, condivide la diagnosi. Anche per questa associazione, infatti, «le code e i limiti operativi che quotidianamente si verificano nelle aree del Porto di La Spezia stanno causando alle imprese di autotrasporto gravissime perdite di produttività, l’impossibilità di programmare viaggi e consegne e la diffusione irresponsabile di irregolarità del personale viaggiante e della sicurezza stradale». Giuseppe Tagnochetti, coordinatore Ligure di Trasportounito, ricorda gli impegni sottoscritti dalla precedente presidenza dell’autorità portuale e anche qualche azione intrapresa, ma «le attese forzate dei camion che devono caricare e scaricare i contenitori continuano a essere insostenibili e ciò a causa delle inefficienze operative del Terminal, limiti strutturali viabilistici e di un sistema organizzativo che, verso i camion, non funziona».

Rispetto alla terapia, invece Tagnochetti parla della necessità di «avviare da subito un tavolo di confronto permanente, con tutti gli operatori Portuali, che si occupi di programmare e attivare le risposte organizzative e infrastrutturali indispensabili affinché l’autotrasporto, che è operatore fondamentale per lo sviluppo dei traffici e dell’economia del Porto, cresciuto e affermatosi in virtù della sua efficienza operativa, torni a operare in modo funzionale”.
Infine, fa sentire la sua voce anche il sindacato dei lavoratori. «Siamo tutti consapevoli del fatto – spiega Fabio Quaretti, segretario provinciale Filt CGIL - che la soluzione definitiva del problema passa attraverso una maggiore disponibilità di spazi, e quindi attraverso la piena attuazione del PRP; così come non ci sfugge la necessità di implementare un sistema informativo più moderno ed efficiente. Ma nel breve periodo non possiamo contare né sull'una né sull'altra opzione». Quaretti, poi, sottolinea come alle problematiche legate alla perdita di produttività delle imprese, si aggiunge pure una questione di sicurezza: «in primo luogo per via delle ore sottratte ai riposi, tenuto conto del fatto che gli autisti possono passare sui camion fino a 15 ore il giorno e la loro stanchezza mette a repentaglio le loro vite e quelle di chi viaggia sulle strade. C'è anche il tema delle emergenze in porto, perché intervenire in caso di necessità di soccorso è praticamente impossibile nelle quando si formano le code; infine, c'è un problema evidente di viabilità sulla bretella Spezia-Santo Stefano».

In conclusione Quaretti ricorda che il fermo previsto dal 13 al 15 dicembre seguirebbe lo sciopero già fissato dalle segreterie nazionali FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, per l'11 e il 12 di dicembre, per il rinnovo del Contratto Nazionale. Praticamente – osserva – «dovremo far fronte a un'intera settimana di disagi nel periodo di Natale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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