LOGISTICA

Trieste al timone dei porti dell'Alto Adriatico (Napa). E anche Ravenna torna dentro

13 novembre 2017

Momento frizzante per il NAPA, l’associazione che raggruppa i porti dell’Adriatico del Nord (Trieste, Venezia, Ravenna, Koper, Rijeka). E per più di una ragione. La prima riguarda molto semplicemente il passaggio di consegne a livello di presidenza, con Capodistria che cede il timone a Trieste. Soddisfatto, il presidente del porto giuliano, Zeno D'Agostino, sottolinea che, mai come ora, questo raggruppamento portuale ha tutte le carte in regole per competere con i porti del Mare del Nord. Perché "mai come ora"?

E qui arriviamo alla seconda notizia. Negli ultimi sette anni, dal 2009 al 2016, la movimentazione complessiva delle merci nei porti del NAPA è cresciuta del 30%, passando da 112 a 143 milioni di tonnellate. Ma sono i container a far registrare un autentico record con un + 80%, che in valori assoluti equivale a un passaggio da 1.3 milioni di TEUs a 2.4 milioni. E guardando in avanti le cose potrebbero andare ancora meglio, visto che sta sempre più venendo avanti a livello congiunturale un avvicinamento delle relazioni tra Asia ed Europa, anche attraverso la nuova Via della Seta, rispetto alla quale l'Alto Adriatico è non soltanto un capolinea naturale, ma anche – per dirla con le parole del presidente D’Agostino – «un corridoio di riferimento per i traffici internazionali». Prova ne sia che attualmente e per la prima volta il segno di crescita si trova davanti all’andamento dei traffici di tutti i porti del NAPA.

La terza notizia riguarda i componenti dell’associazione. Alcuni anni fa il porto di Ravenna aveva detto addio. In realtà era soltanto un arrivederci, visto che proprio con l’inizio del semestre triestino di presidenza il porto romagnolo entra nuovamente all’interno del NAPA. Il presidente dell’autrità ravennate, Daniele Rossi, giustifica questo nuovo ingresso come la conseguenza delle profonde trasformazioni che interessano il settore, sia a livello nazionale (la riforma del sistema portuale) che internazionale. In particolare il ritrovato ruolo dell’Alto Adriatico come punto terminale della Via della Seta impone «maggiore determinazione nella difesa del ruolo dei nostri Porti in Europa per riaffermare ed accrescere il valore del Nord Adriatico all’interno del sistema economico e dei trasporti comunitario».

A questo proposito è il porto di Rijeka ad accusare qualche problema all'interno dell'Europa, visto che è presente lungo il Corridoio Mediterraneo, ma non in quello Baltico-Adriatico, strategico per tutti i traffici nell’Europa Centro-Orientale. Una questione che il NAPA sta portando all’attenzione di Bruxelles per trovare quanto prima una soluzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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