FINANZA E MERCATO

A qualcuno piace elettrico: ecco chi sono i primi acquirenti del camion di Tesla

20 novembre 2017

A volte la realtà supera la fantasia. Così il nuovo camion elettrico di Tesla, appena annunciato dal suo patron Elon Musk, ha già trovato dei possibili acquirenti. Più di uno, anche se magari con ruoli e interessi diversi. L’ordine più di immagine è quello di Wal-Mart Store, il principale operatore statunitense della grande distribuzione con una flotta di 6.000 mezzi, che ha chiesto 15 veicoli – 5 da utilizzare negli States e 10 in Canada – per effettuare dei test su strada. Questo tipo di utilizzo, infatti, indurrebbe a pensare a una relazione non propriamente commerciale tra le due società. Non si capisce, cioè, se esista un accordo per cui Walmart provveda a verificare la funzionalità dei camion di Tesla, senza sborsare un dollaro. A domanda specifica, infatti, dal gigante della GDO hanno preferito non rispondere, né hanno chiarito se i veicolo saranno effettivamente pagati anche nel caso in cui si dovesse riscontrare qualche problema. Ricordiamo infatti che per preordinare il Semi (è questo il nome che Tesla ha dato al suo veicolo per trasporto pesante elettrico) è necessario versare un acconto da 5.000 dollari.  

Ma Wal-Mart non sarà da sola. A essere fortemente interessata ai Semi di Tesla è anche la J. B. Hunt Transport Services, società di autotrasporto fondata da Johnnie Bryan Hunt, con sede nell' Arkansas nordoccidentale. In questo caso, però, se è evidente che i veicoli elettrici lavoreranno in condizioni operative reali e in particolare lungo la costa occidentale del paese, non è stato comunicato il quantitativo dell’ordine. Si parla di più veicoli, ma si preferisce tenere il riserbo rispetto al numero complessivo. Invece, si sa che un’altra catena di supermercati del Michigan, la Meijer, ha già sottoscritto un ordine di quattro veicoli, da aggiungere a una flotta di 220 camion che servono i 235 supermarket dell'azienda sparsi in diversi Stati americani.

Andando oltre frontiera, invece, giunge la notizia che Loblaw, la più grande catena di supermercati del Canada, ha presentato ben 25 pre-ordini per il nuovo Tesla Semi, pagando quindi 125 mila dollari. Ma da qui al 2030 potrebbe arrivare a ordinarne altri 350. 

E qui almeno Elon Musk potrebbe finalmente mettere in tasca qualche migliaio di dollari. Che visti i tempi e i trascorsi, potrebbero rivelarsi decisamente utili.

Ricordiamo che stando alle statistiche negli Stati Uniti ci sono 3,5 milioni di camionisti. Ma secondo gli esperti difficilmente Tesla riuscirà ad entrare in modo dirompente sul mercato, soprattutto a causa degli alti costi del suo Semi. Secondo i calcoli, infatti, se anche la casa californiana non ha comunicato i prezzi ufficiali del suo veicolo, al momento attuale per riuscire a produrre una batteria abbastanza potente con una capacità di 300 miglia circa ci vogliono almeno 200 mila dollari. E parliamo soltanto della batteria. Negli USA, con 120 mila dollari al momento attuale si riescono a comprare invece sia trattore che semirimorchio.

Certo, Tesla ribatte che non bisogna fare i conti sul prezzo di acquisto, ma su quelli di esercizio. E da questo punto di vista garantisce risparmi considerevoli, pari - neanche a farlo apposta - a circa 200 mila dollari in un anno soltanto grazie al taglio delle spese di rifornimento. In più considerando che il 98% dell'energia cinetica accumulata dal veicolo viene recuperata per ricaricare la batteria, questo consente di non toccare mani i freni. E quindi di risparmiare sui costi di manutenzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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