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Veicoli commerciali: l'Europa abbassa del 30% i limiti di emissione di CO2

21 novembre 2017

Entro il 2030 auto e mezzi commerciali dovranno diminuire le emissioni di anidride carbonica di circa un terzo rispetto ai 95 g/km fissati per il 2021. Previsto anche un regime intermedio per il 2025 (-15%). Critiche dai costruttori

Emissioni medie di CO2 inferiori del 30% rispetto ai 95 g/km imposti per il 2021. Sono i nuovi limiti che la Commissione Europea ha proposto per autovetture e veicoli leggeri di nuova costruzione, con l’obiettivo di accelerare la transizione a mezzi a basse o zero emissioni. Quest’ulteriore decremento dei valori di CO2 prevede anche una tappa intermedia per il 2025, anno in cui le emissioni medie dovranno essere inferiori del 15% rispetto al limite fissato per il 2021.

Si tratta – come spiega la stessa UE – di un “decisivo passo in avanti nell’attuazione degli impegni presi nell’ambito dell’accordo di Parigi per una riduzione vincolante delle emissioni di CO2 di almeno il 40% da qui al 2030 nell’UE”. Va sottolineato come il conteggio sulle emissioni verrà effettuato sulla gamma dei veicoli, per cui potranno esserci furgoni che emetteranno più anidride carbonica rispetto al limite imposto, a patto che vi siano nella stessa linea altri modelli con valori più bassi.

“La nostra proposta – spiega ancora la Commissione - incoraggerà sia l’innovazione delle tecnologie e dei modelli di business che un uso più efficiente di tutte le modalità di trasporto merci. L’obiettivo intermedio per il 2025 garantisce che gli investimenti comincino sin da ora, mentre quello per il 2030 darà stabilità e un orizzonte a lungo termine che ne assicuri il mantenimento”.

La Ue si è poi impegnata a diffondere a  livello transeuropeo “un’infrastruttura per i combustibili alternativi” e a “rivedere la direttiva sui trasporti combinati… per facilitare la richiesta di incentivi da parte delle imprese, stimolando così l’uso combinato di camion, treni, chiatte o navi”. Interessante anche l’iniziativa sulle batterie, che prevede che “i veicoli e le altre soluzioni di mobilità del domani e i loro rispettivi componenti siano concepiti e prodotti nell’Unione europea”.

Il parere della Commissione, che sarà ora sottoposto al legislatore europeo per essere approvato o respinto, non ha mancato di suscitare feroci critiche da parte di Acea, l’associazione dei costruttori auto europei,  per la quale “fissare un obiettivo intermedio per il 2025, pochi anni dopo il 2021, non lascia abbastanza tempo per apportare i necessari cambiamenti tecnici e di design necessari a rispettare i nuovi limiti”. In particolare l’ACEA propone di abbassare la quota CO2 al 20%, un traguardo che comporterebbe "alti, ma accettabili costi" per i costruttori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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