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Ape Social: il 90% delle domande provenienti dal mondo dei trasporti è stata respinta

27 novembre 2017

Vi ricordate l’Ape social? Ma certo che ve la ricordate, così come ricorderete che qualche tempo fa la direttrice generale dell’Inps, Gabriella Di Michele, ascoltata in commissione Lavoro della Camera, riferì che quasi il 70% delle domande presentate per ottenere l’Ape social entro la prima scadenza del 15 luglio era stato respinto.

All’epoche non si sapeva di preciso quante di queste bocciature appartenessero alle diverse categorie. Adesso invece si sa, da fonti sindacali, che il 95% delle domande per l’Ape Sociale arrivate da lavoratori appartenenti al settore Trasporti e Logistica è stato respinto per mancanza di requisiti. Quale sarebbe la motivazione ufficiale? Oltre all’eccessiva burocrazia (elementi questo comune a tutti i settori), sembra che a tagliare fuori molti autisti sia stata l’indicazione della qualifica del lavoratore ai fini Istat. Quella richiesta in modo ufficiale e quindi da indicare nella domanda è di “autista di mezzi pesanti”. Mentre invece in molti hanno indicato come qualifica “autista privato”, che è poi la qualifica dichiarata all’Istat dal datore di lavoro o da studi professionali al momento dell’assunzione.

Ora se veramente così fosse, siamo veramente al paradosso. Perché a prescindere dalla qualifica Istat, una domanda che proviene da un lavoratore assunto con contratto collettivo di trasporto secondo un inquadramento da autista non si capisce perché dovrebbe rimanere escluso da una normativa che è fatta specificatamente per lui, soltanto perché c’è stata un’indicazione sbagliata rispetto a un elemento che con la vita e il lavoro in questione non c’entrano assolutamente nulla. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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