FINANZA E MERCATO

Mercato autocarri, novembre malinconico: -2,4% per i pesanti; -8% per i commerciali

15 dicembre 2017

Dopo un ottobre brillante, mercato fiacco per gli autocarri pesanti e i commerciali, nell’appena passato mese di novembre. I dati elaborati dal Centro Studi e Statistiche dell’Unrae, l’associazione delle case automobilistiche estere, mostrano una flessione del 2,4% del mercato dei veicoli industriali con PTT superiore alle 3,5 ton rispetto allo stesso mese del 2016 (2.380 unità immatricolate contro 2.439). Ancora peggiore il risultato dei commerciali che, nel confronto col mese corrispettivo dello scorso anno, registrano un -8% (20.580 vendite rispetto a 22.358 immatricolazioni).

C’è però da ricordare come i dati complessivi su 11 mesi del 2017 mostrino ancora un segno positivo o comunque in linea col 2016. Per gli over 3,5 ton si parla di un +4,3% (21.384 unità immatricolate contro 20.502), mentre per il furgonato si registrano 171.366 vendite, in flessione dello 0,3% rispetto alle 171.883 del periodo gennaio-novembre 2016.

In controtendenza invece il comparto dei veicoli pesanti con PTT uguale o superiore alle 16 ton che, pure se in diminuzione rispetto a ottobre, registra un andamento novembrino di +5,3% sul novembre 2016 (1.960 unità contro 1.862) e, sugli 11 mesi, 17.206 unità immatricolate contro 15.839 (+8,6%).

Secondo Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali di Unrae «I veicoli pesanti hanno tenuto su valori positivi, ancorché con incrementi discontinui ad una sola cifra, mentre negli ultimi mesi è calato significativamente il mercato dei veicoli da 3,5 a 6 ton, cioè dei mezzi adibiti alla distribuzione, nonostante le campagne di sostegno al rinnovo del parco messe in atto da molte amministrazioni locali».

«Su tutto il settore – ha continuato Fenoglio – pesa probabilmente l’incertezza di un sistema di incentivazioni che non consente alle aziende di programmare l’acquisto di veicoli a medio lungo termine. Il rinnovo effettivo del parco non può avvenire con regolarità e in tempi accettabili, se le aziende non possono contare su un sostegno finanziario e fiscale di tipo strutturale, che garantisca loro la possibilità di effettuare piani di investimento organici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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