FINANZA E MERCATO

Fs-Anas diventa un gruppo unico

2 gennaio 2018

I ministeri dei Trasporti e dell’Economia hanno firmato i due decreti che hanno dato il via libera per la fusione Fs-Anas dando così vita al primo polo integrato di ferrovie e strade in Europa per abitanti serviti e investimenti. Un gruppo importante nel panorama europeo della mobilità con 81 mila dipendenti, 44mila chilometri di rete tra strade e rotaie e una forte capacità di investimento, si parla di 8 miliardi già nel 2018, 108 nei prossimi 10 anni.

L’Assemblea dei soci di Ferrovie dello Stato Italiane riunitasi a fine anno ha deliberato l’aumento di capitale di 2,86 miliardi di euro e ha anche nominato i componenti del nuovo cda che in continuità sarà composto dalla presidente Gioia Ghezzi, dall’ad Renato Mazzoncini, da Simonetta Giordani, Federico Lovadina, Wanda Ternau. Entrano inoltre a far parte del consiglio la Francesca Moraci in arrivo dal Cda di Anas e Giovanni Azzone, già rettore e presidente del Politecnico di Milano.

«Nasce oggi – ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio – un Gruppo industriale in grado di contribuire significativamente alla crescita degli investimenti pubblici e alla loro realizzazione rendendo più efficiente e moderno il sistema dei trasporti. È un fondamentale traguardo che il Governo, insieme al Gruppo FS Italiane e al Gruppo Anas, ha perseguito con grande impegno e determinazione: l’obiettivo è sempre più connettere l'Italia dando un forte impulso allo sviluppo infrastrutturale del Paese, in base a una pianificazione pluriennale di risorse e opere prioritarie».

Nella sua nuova configurazione il Gruppo FS Italiane dispone di una rete infrastrutturale, ferroviaria e stradale, di circa 44mila chilometri. I 2,3 miliardi di veicoli che percorrono annualmente 64,5 miliardi di chilometri sulle strade e autostrade in gestione ad Anas vanno così a sommarsi al traffico gestito dal Gruppo: circa 750 milioni di passeggeri all’anno su ferro (di cui 150 all’estero), 290 milioni su gomma (130 all’estero) e 50 milioni di tonnellate merci.

Il Gruppo FS Italiane, con il conferimento di Anas e 81mila dipendenti, è in grado di sviluppare nel 2018 un fatturato di 11,2 miliardi di euro e una capacità di investimento di 8 miliardi, con un capitale investito di circa 50 miliardi.

Questo nuovo assetto permetterà – secondo un comunicato del gruppo stesso – «anche di progettare e realizzare strade e ferrovie in modo integrato, riducendo progressivamente gli extra-costi e generando risparmi grazie allo sviluppo coordinato delle opere. Inoltre, consentirà di condividere know-how e tecnologie, anche per lo sviluppo di progetti innovativi come le smart road, da realizzare in Italia e all’estero. Benefici e miglioramenti, con il nuovo assetto industriale, ci saranno anche per la manutenzione e gli standard di qualità e sicurezza della rete stradale.»

Un gruppo che guarda avanti in termini di tecnologie e diagnostica predittiva «RFI e Anas condivideranno i sistemi (laser scanner, droni) di controllo della sicurezza strutturale di ponti e gallerie e di monitoraggio dei fenomeni di dissesto idrogeologico. La condivisione di metodologie e procedure operative porterà a un incremento della sicurezza in esercizio.»

Innovazioni tecnologiche che passeranno attraverso la condivisione di best practices e che vedranno la possibilità di installare sulla rete stradale le tecnologie già utilizzate da RFI per la gestione della circolazione ferroviaria, sviluppando le cosiddette smart road, sulle quali Anas è già al lavoro, come le Strade intelligenti che potranno essere percorse da camion elettrici e auto driverless dando vita a infrastrutture, come le e-Highway svedesi, che grazie a sistemi di segnalamento, comunicazione, sicurezza, potranno far viaggiare mezzi elettrificati e a guida autonoma coadiuvando nel controllo della qualità delle strade e la verifica tecnica di viadotti e ponti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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