UFFICIO TRAFFICO

Incidente in A21: FAI-Conftrasporto invita prima ad appurare la reale dinamica, poi i colpevoli

4 gennaio 2018

Distrazione. Sarebbe questa la causa dell'incidente di martedì verificatosi sull'A21, tra Brescia e Manerbio. «La causa dell'incidente è ascrivibile a una distrazione del conducente del mezzo pesante che ha tamponato l'auto e poi l'autocisterna» ha detto il comandante della Polizia Stradale di Brescia, Barbara Barra, parlando dell'incidente «tutti i veicoli erano in fase di rallentamento anche perché le cose erano segnalate. Purtroppo il mezzo pesante non è riuscito a interrompere la propria corsa».

Di certo c’è che in questo terribile incidente sono morte carbonizzate 6 persone. I cinque occupanti dell’auto a targa francese (tra cui due bimbi) e l’autista del camion ribaltabile che ha provocato il tamponamento, unica vittima al momento identificata, un italo-macedone residente a Cuneo. L’auto, alimentata a Gpl, dicono dalla Stradale di Brescia, è stata spinta sotto l’autocisterna carica di gasolio e il tamponamento ha innescato l’esplosione che ha divorato l’auto e la cabina del camion ribaltabile.

Mentre la procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo plurimo e i tecnici sono al lavoro per ripristinare il manto stradale liquefatto ed effettuare le verifiche al ponte sovrastante, tuttora inagibile, la Fai-Conftrasporto invita alla «cautela nelle dichiarazioni anche nel rispetto delle vittime».

«Corre l’obbligo in momento come questo richiamare alla cautela fantomatici esperti di circolazione e sicurezza stradale che, non ancora ricostruita la dinamica dell’incidente, si lasciano andare a facili e improvvide dichiarazioni, individuando con certezza (la loro) i colpevoli – dichiara Andrea Manfron, segretario generale dell’associazione - Solo appurata la reale dinamica degli eventi si potrà fare un’analisi seria dell’accaduto. È un appello sincero, in nome del doveroso rispetto nei confronti della tragica scomparsa di una intera famiglia e di un operatore morto durante la sua attività lavorativa».

Sarà la magistratura a fare chiarezza che ora ha disposto l’autopsia sui corpi per l’identificazione e per verificare l’eventuale presenza di sostanze, medicinali o alcol nel sangue del camionista che ha provocato l’incidente. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home