UFFICIO TRAFFICO

Incidente in A21: Incerte le sorti del cavalcavia. È giallo sulla dinamica; si cerca un’altra auto scampata al rogo

7 gennaio 2018

Mentre sono ancora incerte le sorti del cavalcavia di Montirone, interessato dall’esplosione dell’autocisterna avvenuta sulla A21, per il momento ne è esclusa la riapertura della circolazione viabilistica su entrambe le corsie di marcia, in quanto i seicento gradi raggiunti nel terribile rogo che ha liquefatto una trentina di metri di asfalto, ha anche danneggiato gravemente le strutture portanti del cavalcavia rendendo i costi di ripristino più elevati rispetto alla ricostruzione.

A renderlo noto è la società Centropadane, il direttore Alessandro Triboldi ha dichiarato che «Dalle verifiche sono emersi dei segnali di seria criticità. Il ponte ha bisogno di essere puntellato e solo in un momento successivo si potrà intervenire con le prove di carico. Abbiamo deciso di non dare il via libera al transito dei veicoli e per un’altra settimana manterremo lo scambio di carreggiata lungo la A21».

Intanto le indagini della Procura proseguono e gli inquirenti stanno vagliando le dichiarazioni di alcuni testimoni che hanno raccontato di aver visto un’altra autovettura, ancora non identificata, compiere una manovra pericolosa, come un probabile cambio di corsia e che in qualche modo potrebbe avere innescato la carambola mortale. Sono così scattati controlli sia sulle telecamere sia sui Telepass alla ricerca di questo quarto mezzo che avrebbe proseguito la sua marcia non essendo direttamente coinvolto nell’incidente.

Identificati invece dalle autorità francesi i cinque occupanti dell’auto, morti carbonizzati. Si tratta di una giovane famiglia di Saint Vallier de They, a pochi chilometri da Grasse: Wilfrid Kornatowski, 32 anni, la moglie Sabrina, 29, i figli Nolhan e Lina, rispettivamente di sette e due anni, oltre al fratello del conducente, il tredicenne Mathéo. Nel frattempo dall'autopsia effettuata sul corpo dell’autista del camion di ghiaia, un italo macedone residente nel cuneese, è emerso che questi era ancora vivo al momento dello scoppio dell'incendio e che non sarebbe deceduto nelle conseguenze del tamponamento.  

«Ero fermo in colonna, tranquillo, quando o sentito un primo botto, poi un secondo, tremendo. Ho guardato lo specchietto retrovisore e ho visto le fiamme già alte – ha dichiarato Gianni Giuliani, il camionista trentino alla guida dell’autocisterna, unico superstite dell’incidente – Ho slacciato la cintura e sono sceso dalla cabina senza pensare di portare nulla con me, documenti, telefono. Sceso mi sono subito reso conto della presenza dell’auto sotto il rimorchio, era già avvolta dalle fiamme e i vetri oscurati dalla fuliggine. Speravo di trovare le persone scappate dalla macchina, vagare in autostrada, invece niente... Ero combattuto se cercare di portare aiuto o scappare via ma l'istinto di sopravvivenza ti dice di prender tutto e andar via». Ricordi che certamente faticheranno a cancellarsi dalla memoria del quarantottenne trentino della società Firmian di Lavis (commercializzazione di carburanti e lubrificanti ndr) che ha ricordato come in azienda annualmente vengano effettuati corsi, anche di guida difensiva, anche «per anticipare le situazioni di pericolo», ma il suo pensiero va alle famiglie e al collega deceduto «Sono morti tutti. Ho una famiglia anch’io: non oso immaginare il dolore che possono provare i loro parenti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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