FINANZA E MERCATO

Mercato commerciali: il 2017 chiude con un -3,3%, ma 1 veicolo su 3 č ante euro3

12 gennaio 2018

La notizia principale è una ma può essere letta in vario modo: dopo tre anni consecutivi e dopo un primo semestre particolarmente brillante, il mercato dei veicoli commerciali in Italia fino alle 3,5 ton segna una flessione. Sull’anno è del 3,3% (193.812 immatricolazioni a fronte delle 200.435 del 2016), determinata soprattutto dai dati di dicembre, quando il crollo è stato del 19,3%. Non perché gli acquirenti siano andati tutti in vacanza o si siano rinchiusi in casa a mangiare panettone, ma perché il dicembre 2016, quando c’era ancora incertezza sul rinnovo del superammortamento, il mercato schizzò in alto di quasi il 95%.
Prima riflessione: la politica e i sostegni pubblici condizionano sicuramente parte dell’andamento del mercato. Nel 2017, però, questo condizionamento ha funzionato a strappi: temporalmente, soltanto nella prima metà dell’anno, per poi andare scemando; in termini di segmenti di mercato ha toccato solo marginalmente il noleggio (che scende del 5,9%), così come i privati (-6%), mentre ha convinto soprattutto le auto immatricolazioni, in crescita di oltre il 70%, nel canale delle società (-1,6%).

Ma il volto più oscuro di questa notizia è che la tendenza di mercato si sia invertita prima ancora che il rinnovo del parco circolante sia significativo. Nel senso che ancora oggi, dopo anni di Legge Sabatini e di Superammortamento, ancora un terzo dei veicoli commerciali in circolazione ha una classe di inquinamento precedente all’euro 3. Vale a dire parliamo di mezzi che hanno sulle spalle qualcosa come 17 anni e più. Dato medio, ovviamente. Perché se si scende nel dettaglio territoriale si scopre che in alcune realtà, come per esempio la Calabria, i veicoli ante euro 3 sono il 53%, in Sicilia il 49,4% e in Campania il 48,7%. E comunque, nell’intero Centro Sud si viaggia mediamente intorno al 50%.

Se poi si scende ancora di più nell’analisi per aree geografiche si scopre che tra le province a più alto parco circolante e maggiore quota di vetture ante Euro 3 emergono con la provincia di Cosenza composta per ben oltre la metà da vetture ante Euro 3 (più di 17 anni di vita) seguita da Catania e Napoli. Tutte all’opposto Firenze (18,3%), Milano (26,1%) e Bologna (31%).
Seconda riflessione: sarà pure vero che le agevolazioni fiscali aiutano e che quindi vanno confermate o – come chiede Presidente dell’UNRAE, Michele Crisci – vanno rese strutturali, ma anche vero che purtroppo non sono sufficienti a entrare nelle motivazioni all’acquisto di tutti. Perché se dopo due anni di Superammortamento e qualcuno di più di Legge Sabatini chi disponeva di un veicolo di 15 anni non si è convinto a cambiarlo, difficilmente adesso potrà cambiare idea. D’altra parte il successo (in termini di leggerezza della percentuale dei veicoli ante euro 3) di Firenze e Milano insegna che spesso, oltre all’incentivo, per rinnovare il parco funzionano anche vincoli di accesso. Quando cioè un trasportatore si trova impossibilitato a entrare un’area in cui invece accedere per una consegna, a quel punto non potrà fare a meno di prendere in considerazione un veicolo che glielo consente. A meno che non voglia cambiare lavoro…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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