LEGGI E POLITICA

L’Austria vuole ridurre l'autotrasporto sul Brennero; Conftrasporto: «Proposta irricevibile»

12 gennaio 2018

Per l’Italia il Brennero è una via d’uscita necessaria, una porta che, se rimanesse chiusa, ci porterebbe a un rapido collasso. Ma per l’Austria è una via spesso soltanto di transito, una finestra dalla quale entra traffico e inquinamento e quindi andrebbe chiusa appena possibile. Posizioni entrambe legittime? Fino a un certo punto perché quella italiana è in linea con le logiche dell’Unione europea, quella austriaca ci fa letteralmente a cazzotti. Non a caso, come ricorda il presidente di Conftrasporto, Paolo Uggè, l’Austria aveva provato a limitare i passaggi al Brennero «già con gli eco-punti, ma l’Europa aveva risposto picche». Ma adesso torna nuovamente alla carica. Non si tratta di chiacchiere: lunedì 15 gennaio 2018 a Bolzano, nel corso della riunione dell'Euregio, si affronterà proprio la questione di trasferire il traffico merci tra i due paesi confinanti dalla gomma al ferro, agendo anche sui pedaggi autostradali, sul prezzo del gasolio e su altre leve da chiarire. Ma tutto ciò per Uggè è «irricevibile» in quanto «limitazione alla libertà di circolazione delle merci» che finirebbe per penalizzare fortemente l'economia italiana «nel medesimo modo di quando il Governo austriaco aveva introdotto il sistema degli eco-punti. Allora l'Unione europea era composta da quindici Paesi ma la decisione austriaco venne considerata un ostacolo alla libertà di circolazione per i Paesi periferici e quindi bocciata dalla procedura di conciliazione».

Come se ne esce? Secondo il presidente di Conftrasporto bisogna per forza agire con la politica e, per la precisione, con una presa di posizione negativa da parte del ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, rispetto a una proposta «palesemente in contrasto con i principi europei oltre che con gli interessi, non solo delle imprese di autotrasporto, ma di tutto il sistema produttivo italiano».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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