UFFICIO TRAFFICO

Tamponamento violento tra due camion sulla A24: più di due ore per tirare fuori l'autista

24 gennaio 2018

Un incidente è sempre brutto, ma se termina bene tutto sommato si fa meno fatica ad accettarlo. Però, bisogna valutare fino in fondo il perché sia accaduto. E allora andiamo sulla A24 Roma-Teramo, non molto distante dall’uscita del Traforo del Gran Sasso in direzione Teramo. Ci sono due camion che procedono uno dietro l’altro. Il primo trasporta cemento tramite silos, il secondo un frigo. Improvvisamente, per ragioni non meglio chiarite (ma che, appunto, ci piacerebbe capire) il secondo va a tamponare violentemente contro il primo. Attenzione, non si è appoggiato: è andato a cozzare contro l’altro a una velocità talmente elevata da accartocciare la cabina in maniera impressionante (un po’ riuscite a coglierlo anche dalla foto).

E allora, concentriamoci su due fattori. Il primo: le conseguenze. Diciamo subito che l’autista del veicolo che ha tamponato ce l’ha fatta. Ha rischiato tanto, tantissimo, ma alla fine ha salvato la vita. Pensate che per riuscire a tirarlo fuori dall’ammasso di lamiera sono servite sia la squadra dei vigili del fuoco dell’Aquila, sia quella di Teramo. Per di più entrambe munite di due autogru che ha lavorato come divaricatore: in pratica una tirava da una parte, l’altra dalla parte opposta. Così, allargando un po’ il groviglio affinché diventasse possibile creare una via di uscita per l’autista. Un’operazione facile a dirsi, ma che all’atto pratico ha richiesto più di due ore di lavoro. È riuscita e allora diamo merito agli uomini di questo corpo che svolgono un lavoro spesso oscuro, ma decisamente importante nel salvare vite umane.

Arriviamo al secondo fattore: le cause. Qui il discorso diventa complesso, ma è certo che per andare a sbattere così forte contro un veicolo che ti viaggia davanti (e molto probabilmente gli viaggiava davanti da tempo, visto che erano usciti insieme da non molto dal tunnel, dove la velocità è limitata), l’autista del secondo camion in quel momento aveva qualcosa che non andava. Le ipotesi sono quattro:

1)      stava poco bene, al punto da non riuscire più a controllare il veicolo;

2)      era distratto da qualcosa, come per esempio uno smartphone o qualche componente elettronico che ha richiamato la sua attenzione e il suo sguardo, per disinteressarsi per qualche secondo (comunque fatale) dalla strada;

3)      ha rotto un componente meccanico, tipo i freni, che gli hanno impedito di rallentare il veicolo in un tratto in discesa;

4)      stava pensando a quanto su quell’autostrada su cui era in viaggio fosse aumentato il pedaggio: il 12,89% dall’inizio dell’anno, circa il 200% negli ultimi 14. E così pensando, rattristato, ha chiuso gli occhi…

Scegliete voi l’ipotesi più plausibile e fatecela sapere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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