FINANZA E MERCATO

Numeri da record per il Porto di Trieste

25 gennaio 2018

Il porto di Trieste chiude il 2017 per il terzo anno consecutivo con performance da primato, confermandosi come il maggiore scalo italiano per tonnellaggio movimentato e per traffico ferroviario, oltre a essere il primo porto petrolifero nel Mediterraneo.

È soddisfatto Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale che ha commentato i dati di traffico frutto di una rete di relazioni istituzionali e commerciali intessuta a livello europeo e soprattutto con Middle e Far East negli ultimi anni «Il porto sta tornando ad essere il volano di sviluppo economico per Trieste, il Friuli Venezia Giulia e il nostro paese, nonché su scala internazionale».

I numeri

In quello che è stato un anno da record per il porto di Trieste, sono state 61.955.405 le tonnellate di merce movimentata nello scalo giuliano, con un incremento del +4,58% rispetto al 2016. I dati più rappresentativi del 2017 sono quelli relativi ai container e ai treni: il settore container registra un traffico mai raggiunto in precedenza nello scalo con 616.156 TEU (+26,66% rispetto al 2016); ma sommando la movimentazione dei container con i semirimorchi e le casse mobili (espressi in TEU equivalenti) nel corso del 2017, si sono raggiunti 1.314.953 TEU (+13,52%). Crescita che D’Agostino ha definito «molto positiva in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi». Un’affermazione basata sulla percentuale di container pieni movimentati: 89% e che il presidente sottolinea «A Trieste non solo crescono i container, ma crescono in maniera sana: qui passano merci, non scatole vuote».

Rilevante anche il traffico ferroviario: 8.681 sono stati i treni, con un aumento del +13,76% sul 2016 e del 45,17% rispetto al 2015. Tale crescita è stata sostenuta dai treni su direttrice internazionale legati al traffico container (+34,31%) ma anche da quelli lavorati nel porto industriale, del settore siderurgico (+24,58%). Numeri che confermano come il traffico ferroviario abbia spinto il segmento dei contenitori «la strategia del ferro intrapresa dall’Autorità portuale di Trieste sta pagando – commenta il presidente – e questa è la via da seguire anche nei prossimi anni. I forti investimenti di Rfi, della Regione FVG e del Governo, che sommati ammontano a 83 milioni di euro già stanziati, lo dimostrano».

A rendere lo scalo giuliano unico nel panorama italiano è anche la presenza di diversi attori del mercato ferroviario. Oltre al gruppo Fs, sono attive importanti compagnie ferroviarie private italiane (CFI e Inrail) e alcune società (Rail Cargo Carrier Italy, Rail traction Company, CapTrain Italia) partecipate da grossi operatori europei come Rail Cargo Austria, DB Schenker, SNCF, oltre al ruolo fondamentale di Adriafer (controllata al 100% dall’AdSP giuliana).

Il gruppo controllato dall’austriaca Rail Cargo è il maggiore protagonista, con una quota che corrisponde a più del 28% dei treni totali del porto ma, osservando la rete di collegamenti intermodali del porto, emergono nuove destinazioni ferroviarie; ne sono un esempio quelle servite dalla Ekol, attivate nel 2017: il Kiel-Göteborg sull’asse Adriatico-Baltico e il recente collegamento verso Zeebrugge in Belgio che permette di raggiungere la Gran Bretagna da Trieste.  Sull’asse Est europeo invece il servizio in partenza dal molo VII (Trieste Marine Terminal) verso Budapest,  è tra i più performanti: inaugurato nel 2015 con 2 round trip settimanali, è passato da 4 alle attuali 10 coppie di treni a settimana, tanto che l’Ungheria sta diventando il primo mercato di riferimento di Trieste per il traffico ferroviario dei contenitori.

Trieste si conferma infine come porta privilegiata per i traffici della Turchia in Europa: in costante aumento il comparto RO-RO con 314.705 mezzi (+3,99% rispetto al 2016).

 

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