FINANZA E MERCATO

Dumping pneumatici cinesi, dalla UE obbligo di registrazione delle importazioni

5 febbraio 2018

La Commissione Europea si mobilita contro il dumping della vendita di pneumatici low cost provenienti dalla Cina. A seguito di un'indagine avviata nel 2017, infatti, la Commissione ha pubblicato il 1° febbraio 2018 nella Gazzetta ufficiale UE il regolamento di esecuzione 2018/163 che dispone la registrazione delle importazioni di pneumatici nuovi e ricostruiti per autobus o autocarri originari della Repubblica Popolare cinese. Un provvedimento che si aggiunge a quello introdotto di recente sull'importazione dei cerchi in lega, sempre dal lontano Oriente.

Le norme antidumping intendono occuparsi del fenomeno di penetrazione delle gomme cinesi nel mercato europeo, con pratiche di concorrenza sleale che hanno creato squilibri economici soprattutto nel settore dei veicoli industriali. Il regolamento è stato varato in vista di una possibile introduzione di misure retroattive di compensazione sui pneumatici importati nell’UE a partire dal 2 febbraio 2018 in avanti.

Si tratta della conclusione di un’indagine della Commissione, partita dopo la denuncia nel mese di giugno 2017 di un gruppo di produttori e ricostruttori che rappresenta oltre il 45% della produzione di pneumatici nuovi e ricostruiti dell'Unione Europea. La denuncia era puntata soprattutto contro gli pneumatici per veicoli pesanti venduti in Europa a un prezzo molto più basso rispetto a quello sul mercato di origine, annullando – secondo i costruttori – i margini degli operatori europei e operando in piena concorrenza sleale.

L’analisi della Commissione sull'importazione dalla Cina ha confermato l'esistenza di processi di dumping tra il 1° luglio 2016 e il 30 giugno 2017, accertando anche l'esistenza di eventuali perdite per il mercato europeo dal 1° gennaio 2014 al 30 giugno 2017. L’UE ha dato ragione agli operatori europei: i prezzi a cui vengono venduti gli pneumatici cinesi e i volumi con i quali arrivano hanno in effetti un impatto negativo sulla quota di mercato detenuta dai produttori nel Continente e, come conseguenza, la perdita di posti di lavoro all'interno dei settori manifatturieri e del riciclaggio. Come si legge nel regolamento: «…per quanto riguarda il dumping, la Commissione dispone di elementi di prova sufficienti del fatto che le importazioni del prodotto in esame dalla Repubblica Popolare Cinese siano oggetto di dumping… Gli elementi di prova del dumping si basano su un confronto tra i valori normali e il prezzo all'esportazione (franco fabbrica) del prodotto in esame venduto all'esportazione nell'Unione…. con presunti margini di dumping pari ad almeno il 74%... Le prove disponibili dimostrano in particolare che gli esportatori cinesi hanno quasi raddoppiato il volume del prodotto in esame importato nell’Unione, da 2,3 a 4,4 milioni di unità (+ 2,1 milioni di unità), il che ha dato luogo un forte aumento della quota di mercato, salita dal 13,2% al 20,9%».

L’indagine ha inoltre accertato anche la presenza, oltre al dumping, di sovvenzioni sugli pneumatici importati dalla Cina, «…con trasferimento diretto di fondi; con potenziali trasferimenti diretti di fondi o obbligazioni; con la rinuncia, da parte della pubblica amministrazione, ad entrate altrimenti dovute o alla mancata riscossione delle stesse; nonché nella fornitura, da parte della pubblica amministrazione, di beni o servizi per un corrispettivo inferiore all'importo che sarebbe adeguato».

Quali saranno le conseguenze materiali del regolamento? Con tutta probabilità la UE adotterà misure in compensazione del dumping – e delle sovvenzioni individuate – che potranno anche essere retroattive sulla scorta dei quantitativi registrati dal 2 febbraio 2018 dagli importatori. L’unico dubbio è sulla capacità delle autorità doganali a tenere sotto controllo ogni container che sbarca in Europa da Est.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home