UFFICIO TRAFFICO

Scoperta in Campania organizzazione criminale attiva nella manomissione dei tachigrafi

14 febbraio 2018

Secondo la polizia stradale di Napoli è una vera e propria organizzazione criminale finalizzata a manomettere il funzionamento dei tachigrafi. A convincere gli agenti del distaccamento di Nola è stato in particolare il livello di sofisticazione degli interventi. Non soltanto cioè la quantità, ma anche la qualità. Più precisamente la polizia, grazie a una soffiata ricevuta, si è messa sulle tracce di un gruppo di persone che si relazionava con una società di autotrasporto della zona dell'agro nocerino-sarnese e, dopo pedinamenti e un’opportuna attività investigativa, ha deciso ieri mattina di fare irruzione nella stessa azienda. E qui, grazie al police controller, il software che consente alla polizia di controllare i pochi secondi la correttezza dei dati del tachigrafo, ha trovato effettivamente cinque veicoli con strumenti di registrazione alterati. Ma la cosa nuova per gli agenti è stato verificare il sistema stesso di manomissione. A questo scopo, infatti, veniva usato un software in grado di interferire nel funzionamento del tachigrafo, sia cioè sul bulbo kitas del cambio da cui parte l’impulso elettronico che permette allo strumento di registrare le attività del conducente, sia sul segnale IMS che trasmette i dati dall'ABS. Insomma, le due fonti da cui obbligatoriamente il tachigrafo registra, dal 2012, le ore di guida e di riposo.
Ma non è tutto. Perché nel corso dell’irruzione la polizia ha anche fermato un autista che guidava, non soltanto con il tachigrafo manomesso, ma pure con una patente di guida ucraina risultata poi falsa. Così, è scattato il sequestro del documento e del materiale per la manomissione, è stato sopposto a fermo amministrativo un camion e, come sanzione amministrativa, è scattata una multa superiore ai 7.000 euro. In più, in campo penale, sono state denunciate due persone: l’autista, per possesso e utilizzo di documenti falsi, e l’amministratore della società per il reato previsto dall’art. 437 del codice penale, vale a dire quello di rimozione o omissione dolosa di cautele contro disastri o infortuni sul lavoro.

Ma questa sarebbe appunto soltanto la punta dell’iceberg dell’inchiesta, che a questo punto sta andando avanti sia capire chi ha sviluppato il software per la manomissione dei tachigrafi, sia chi stampa le patenti false. Due attività che molto probabilmente erano state organizzate non soltanto rispetto ai legami con l’azienda di autotrasporto campana già ispezionata, ma anche per vendere lo stesso prodotto in maniera illecita sul mercato. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home