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Maltempo, associazioni furibonde per i blocchi dei Tir: «Danno economico e gestione assurda»

1 marzo 2018

Mentre il maltempo continua a imperversare, soprattutto al Nord e al Centro, anche se la situazione dovrebbe risolversi entro un paio di giorni, non si placano le polemiche per la gestione dell’emergenza maltempo. Tutte le associazioni dell’autotrasporto sono inferocite nei confronti di Prefetture e Autostrade, sia per i blocchi dei Tir, giudicati eccessivi o inopportuni, sia per la lentezza di reazione nei confronti di condizioni meteorologiche avverse da tempo previste.

Si critica soprattutto la poco efficiente gestione delle Società Autostrade che, in vista di anche minime precipitazioni nevose, anziché provvedere a una rapida messa in sicurezza dell’arteria con mezzi spargisale, preferisce bloccare i veicoli pesanti, provocando così la paralisi del trasporto merci.

«I provvedimenti dei Prefetti e la confusione nel far rispettare le ordinanze da parte delle Forze dell’Ordine – afferma Massimo Bagnoli, presidente di Fiap (Federazione italiana autotrasportatori professionali) – costituiscono oggetto di scherno da parte dei nostri colleghi in tutta Europa. Un collega olandese mi ha chiesto per tre volte se era vero che non si poteva circolare a causa neve o se era uno scherzo. Ho avuto vergogna a rispondergli su quanta neve c’era e, soprattutto, non gli ho detto quali sono i criteri che portano alla sospensione della circolazione dei mezzi pesanti».

«I Prefetti, oltre all’incalcolabile danno economico procurato alle imprese, hanno creato un danno d’immagine al Paese altrettanto grave e che non penso ci meritiamo – prosegue Bagnoli – Non permettere l’ingresso a furgoni di 35 quintali di peso complessivo non ha motivazioni se non l’esercizio del potere in maniera arrogante e da incompetenti. Ho ricevuto decine di messaggi contenenti insulti e invettive verso le associazioni da parte di autotrasportatori imbufaliti, con mille ragioni».

«Adesso – conclude il presidente – si dovrebbe creare una class action che richieda i danni ai Prefetti e alle società di gestione autostradale. Bisogna prendere questi fermi forzati come prove generali per un bel fermo dell’autotrasporto che serva a ridare dignità al settore e che ci tolga da questa assurda sudditanza».

Dal suo canto la Fai (Federazione italiana autotrasportatori, aderente a Conftrasporto-Confcommercio) chiede che chi ha sbagliato paghi. «Abbiamo assistito a una gestione dell’emergenza neve da parte delle Prefetture assurda – si legge in un comunicato – che ha bloccato la circolazione dei mezzi pesanti oltre ogni logica, pur in presenza di sole e di un’oggettiva percorribilità della rete stradale».

«Le ordinanze di divieto, da attuare solo come estrema ratio – prosegue Fai – vanno utilizzate con sapienza, coordinate tra loro e soprattutto debbono essere calibrate sulle reali condizioni di transitabilità delle strade e quindi revocate con immediatezza. Le imprese di trasporto che hanno subito un danno stanno già ora verificando le modalità di azione nei confronti di chi il danno lo ha procurato: i responsabili dovranno pagare».

Di richiesta danni parla anche la CnaFita. «Una vera e propria limitazione alla libera circolazione delle merci e uno stop forzato nella consegna di generi di prima necessità. Le nostre imprese – accusa Luciano Barattini, portavoce nazionale trasporto merci di CnaFita – sono state ferme per più di 24 ore, nonostante per tutta la giornata di lunedì e buona parte di martedì mattina non si fossero verificate precipitazioni nevose da Pesaro in su e senza peraltro fosse segnalata alcuna emergenza verso nord. A Pesaro si sono ritrovati così nei piazzali centinaia di autocarri, con gli autisti costretti per oltre 24 ore nelle loro cabine con temperature esterne sotto lo zero. Una situazione paradossale che, solo per il senso di responsabilità della categoria, non è sfociato in atti di intemperanza».

«Le nostre imprese con centinaia di mezzi – dice ad esempio il presidente di Cna Fita Forlì-Cesena, Daniele Battistini – sono state costrette a fermarsi nonostante a Forlì non sia nevicato e a Cesena ci sia stata una spruzzata di un paio d’ore, senza peraltro nessuna emergenza neve, mentre nel Nord Italia, dove sono diretti gran parte dei nostri vettori, splendeva il sole. Lunedì mattina molti dei nostri mezzi diretti al nord sarebbero potuti tranquillamente partire. Oltretutto, essendo professionisti della strada, i nostri autotrasportatori hanno tutte le dotazioni necessarie (pneumatici invernali e catene) per poter viaggiare in sicurezza».

Secondo CnaFita il blocco forzato del trasporto merci provocherà l’ennesimo danno per le imprese sulle quali puntuali si scarica la cronica carenza di infrastrutture. L’associazione si attiverà per chiedere il risarcimento danni come avviene in altri settori, ad esempio per l’agricoltura in caso di danni per maltempo e calamità naturali, e il risarcimento dei fermi macchina.

Anche Assotir stigmatizza la gestione dell’emergenza maltempo: «Il peggio sembra davvero passato – si legge sul sito – Ma ora si dovrà ragionare su quanto è accaduto e sulle falle nelle procedure di interdizione del traffico, nella tempestività della loro emanazione da parte delle diverse Prefetture, nella genericità del territorio ricompreso in ciascuna ordinanza e, infine, nella rapidità delle revoche, passata l'emergenza. Le diverse Prefetture nel gestire le ordinanze di blocco della circolazione dei veicoli pesanti hanno in taluni casi anticipato di ore le temute nevicate, anche quando il sole continuava a fare il suo dovere sulle strade della penisola; in altri casi, ritardato la revoca del blocco anche quando la tempesta era passata. E questo non è accettabile».

 

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