UFFICIO TRAFFICO

La FAI Lombardia denuncia le disastrate condizioni della Goitese tra Brescia e Mantova

28 marzo 2018

È stato un inverno piovoso e innevato. E adesso che arrivano i primi caldi si fa un bilancio di ciò che queste intense precipitazioni hanno provocato al sistema viario. Dalla FAI Lombardia, per esempio, arriva la denuncia delle pessime condizioni in cui verte la ex statale Goitese, tanto da sbriciolarsi e ridursi a uno sterrato. Parliamo del tratto di strada che da Montichiari porta a Goito, collegando Brescia a Mantova. E quindi particolarmente trafficato. I problemi generati da questo pessimo stato manutentivo sono tanti e tutti denunciati dal presidente regionale dell’Associazione, Antonio Petrogalli. Cerchiamo di elencarli

-    Forature. È l’incidente più frequente ma in definitiva anche quello meno grave

-    Rotture di cerchioni. E qui il danno è grave, ma ce ne sono anche di peggiori

-    Rotture o scheggiature dei parabrezza, provocate dai detriti dell’asfalto sbriciolato sparato dalle ruote. Secondo Pietrogalli si tratta di un danno da 700 euro (almeno rispetto a un veicolo di ultima generazione) al quale poi bisogna sommare il fermo macchina di almeno una giornata che se ne va per la sostituzione del vetro.

-    Maggiore pericolosità della strada che produce per forza di cose una perdita di aderenza dei veicoli e quindi un arretramento della sicurezza stradale

-    Rallentamenti e perdite di tempo dovute all’abbassamento della velocità massima alla quale si può procedere. Nel senso che il limite era e resta di 70 km/h ma, come denuncia il presidente della FAI Lombardia «gli autotrasportatori sono costretti a percorrere quel tratto al massimo ai 30 km/h» e quindi «la minore velocità vuol dire accumulare ritardi nelle consegne delle merci».

-    Danni alla carrozzeria dovuti non tanto alle buche ma al fatto che, sempre secondo Pietrogalli, «per la realizzazione del fondo stradale della Goitese sono stati utilizzati materiali non idonei. Quando piove, una poltiglia passa dalle crepe del manto e si attacca ai telai, usurandoli se non si interviene prontamente. Quando invece splende il sole, il passaggio dei veicoli solleva una polvere bianca che resta in sospensione e arriva direttamente nei polmoni di chi passa».

LE SOLUZIONI PROPOSTE
Come se ne viene fuori? Pietrogalli avanza una proposta, seppure sotto forma di domanda retorica: «ma gli introiti delle contravvenzioni che la Provincia incamera quotidianamente, specialmente dopo aver installato numerosi autovelox sulle strade bresciane, dove vanno a finire? Parte di queste risorse non dovrebbero essere destinate proprio alla manutenzione delle strade?». In ogni caso bisogna fare in fretta perché se si aspetta troppo «il fondo stradale, che volta deteriorato ha bisogno di interventi più complessi, che richiedono risorse di gran lunga superiori».

Sperando che qualcuno lo capisca...

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home