FINANZA E MERCATO

Grimaldi commissiona 6 navi ibride per il ro/ro

2 maggio 2018

Il Gruppo Grimaldi ha firmato l’accordo con i cantieri cinesi Jinling per la costruzione di sei nuove navi della categoria ro/ro. Si tratta dei primi esemplari di una nuova serie di navi ro/ro hybrid, ovvero che utilizzano carburante fossile durante la navigazione ed energia elettrica durante la sosta in porto, garantendo “zero emission in port”. Durante la sosta in banchina, esse sono infatti capaci di soddisfare le richieste di energia per le attività di bordo con la sola energia elettrica immagazzinata da batterie a litio che si ricaricano durante la navigazione mediante gli shaft generators e con l’ausilio del cosiddetto sistema peak shaving, nonché di 600 m2 di pannelli solari. Altre innovazioni tecniche di queste navi sono rappresentate da un innovativo sistema di cuscinetti pneumatici che riduce la resistenza idrodinamica all’avanzamento dello scafo e di conseguenza le emissioni nocive inoltre le speciali pitture siliconiche non tossiche con cui è stato verniciato lo scafo caratterizzate da una bassa rugosità superficiale che riduce l’attrito con il mare.

Le nuove unità, la cui consegna è prevista a partire dal 2020 – che hanno richiesto un investimento di oltre 400 milioni di dollari – avranno una lunghezza di 238 metri, larghezza di 34 metri e tonnellaggio lordo di 64.000 ton; capaci di trasportare oltre 7.800 metri lineari di merci rotabili, pari a circa 500 trailer.

Una capacità di carico dei garage doppia rispetto a quella delle più grandi navi attualmente operate dal gruppo partenopeo e tripla rispetto alla generazione precedente di navi ro/ro, ma con lo stesso consumo di carburante a parità di velocità.

«Ridurre il consumo di carburante e, di conseguenza, abbattere le emissioni nocive sono imperativi categorici per il nostro Gruppo» ha commentato Gianluca Grimaldi, presidente del Gruppo Grimaldi. Diego Pacella, AD del gruppo, ha poi aggiunto «È la prima volta al mondo che sulle navi verranno installate batterie potentissime, corrispondenti a quelle che equipaggiano 90 autovetture Tesla».

Tre di queste navi opereranno nel Mediterraneo mentre le altre tre verranno impiegate nel Mar Baltico. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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