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Sciopero porto Salerno: Grimaldi accusa Fai di serrata. L'associazione replica: «Non sa di che parla»

9 maggio 2018

Mancano solo pochi giorni al proclamato sciopero di cinque giorni (21-25 maggio) degli autotrasportatori che operano al Porto di Salerno, ma le polemiche sull’iniziativa non sembrano calmarsi.

Esposto di Grimaldi - Il fermo, indetto dalla Fai-Conftrasporto per protestare contro il congestionamento della viabilità attorno al porto, ha provocato una dura reazione del Gruppo armatoriale Grimaldi che ha presentatoun esposto all'Antitrust, al ministero dei Trasporti, all'Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale e alla Regione Campania. Secondo Grimaldi, la Fai e Fabrizio Palenzona, presidente di Conftrasporto (ma anche membro del consiglio d'amministrazione di Tirrenia - Compagnia Italiana di Navigazione del Gruppo Moby), metterebbero in atto con il fermo una condotta “distorsiva del mercato… con un disegno anticoncorrenziale imputabile a Compagnia Italiana di Navigazione". 

Alis: «Serrata immotivata e pretestuosa» In un comunicato stampa Alis – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile sposa, ovviamente, la posizione di Grimaldi sulla manifestazione (ricordiamo infatti che  Guido Grimaldi è anche il presidente dell’associazione): «Questo non è uno sciopero, ma una serrata che intende boicottare il lavoro delle aziende di trasporti e logistica che operano sul territorio salernitano». Questa serrata “immotivata e pretestuosa” provocherebbe, secondo Alis, un danno di svariati milioni di euro per l’intero settore logistico e per l’economia del Paese. 

«Il problema della congestione – aggiunge il comunicato – è già da mesi al centro di un tavolo tra gli operatori interessati e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Pietro Spirito, tavolo che si sta occupando di predisporre ogni azione necessaria alla seria risoluzione di tutte le criticità. Gli associati di Alis da tempo si stanno fattivamente impegnando per decongestionare le aree portuali, trasferendo i mezzi in aree esterne al porto appositamente prese in affitto».

Secondo Alis la serrata di cinque giorni mette a rischio le imprese che operano in libero mercato nel Porto di Salerno: «Spiace che associazioni, per giunta scarsamente rappresentative sul territorio, ritengano di danneggiarne l’attività… proclamando serrate ‘tattiche’ con modalità allarmistiche e per ragioni infondate».

«Con la serrata annunciata per il prossimo 21 maggio - aggiunge ancora l’associazione - non si vuole affrontare le esigenze di sviluppo e miglioramento del Porto di Salerno, bensì ‘aiutare’ il lancio di nuovi collegamenti presso porti vicini da parte di operatori più interessati a sé che alle imprese del settore. La congestione pretestuosamente evocata quale motivo della serrata è legata alla crescita dei volumi di traffico nel Porto di Salerno, che generano ricchezza e lavoro per il territorio, dunque un fatto positivo tenuto conto delle difficili condizioni economiche e sociali in cui versano le regioni del Sud Italia».

Alis diffida quindi Fai e i suoi vertici dall’intraprendere la serrata e valuta possibili azioni legali a tutela degli associati per riparare ai danni economici e di immagine «che scaturirebbero da una serrata infondata».

Replica Fai: «È uno sciopero contro i problemi del porto» - A queste accuse ha replicato il segretario regionale del Coordinamento Fai, Angelo Punzi. «Non sappiamo nulla dell’esposto – ha spiegato – ma ci fa specie constatare che Grimaldi non sappia nemmeno di cosa parla. Il fermo di cinque giorni, ampiamente annunciato, poggia sulla situazione critica conclamata dello scalo salernitano, che si riassume nella programmazione del fermo dell'autotrasporto datata 3 maggio 2018». Il fermo per Fai è dovuto «alle condizioni di viabilità non idonee a garantire la sicurezza del personale viaggiante; al parcheggio selvaggio lungo la tangenziale interna al porto, che ostacola il normale flusso dei mezzi pesanti, sia in entrata che in uscita; alla lentezza delle operazioni terminalistiche relative all’import e all’export, che rendono impossibile il rispetto delle norme europee ai sensi dei reg. UE 561/2006 e 165/2014, relativi all’orario di lavoro e ai tempi di guida e di riposo dei conducenti».

«Teniamo poi a precisare – conclude Punzi – che Fabrizio Palenzona non è il presidente della Fai e che il fermo dei servizi non è uno sciopero nazionale, ma locale, nato per motivazioni interne al porto di Salerno. Con queste azioni Grimaldi dimostra di non avere assolutamente compreso le motivazioni del fermo Fai».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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