UFFICIO TRAFFICO

Morti sulle strade, molti sono camionisti

16 maggio 2018

Cosa sta succedendo sulle strade e autostrade italiane? Gli autotrasportatori purtroppo si sono trovati spesso al centro di incidenti terribili sulle arterie che uniscono il nostro Paese, ma in quest’ultimo periodo la situazione sembra farsi molto più grave, con una serie di sinistri in tutta la Penisola, una buona parte dei quali mortali. Parlavamo giusto ieri dell’incidente sull’A12 tra i caselli di Viareggio e Versilia, con un trasportatore ferito grave. A questo si è aggiunta in serata la brutta notizia di un camionista greco investito e ucciso da un’auto sull’A14 presso Loreto, dopo essere sceso dal suo mezzo perché tamponato da un altro Tir. E oggi la situazione pare pure peggiore. Tocca disgraziatamente segnalare ben tre episodi drammatici. Uno scontro mortale, avvenuto stamattina tra due autocarri sull’Autostrada del Sole, tra Capua e Santa Maria Capua a Vetere, ha fatto perdere la vita a uno dei due autisti, mentre l’altro è rimasto ferito. Sempre oggi un altro tremendo scontro stradale sul ponte di Dignano, sul fiume Tagliamento a Spilimbergo: due auto si sono urtate frontalmente intorno alle 9.30 e nell’incidente è stato coinvolto anche un autotreno. Quattro persone tra cui il camionista sono rimaste ferite. Infine, poco fa, un camion cisterna è finito fuori strada nel percorso che unisce Castro dei Volsci a Ceccano: il passeggero è morto, mentre l'autista è stato portato via in eliambulanza, ma è gravissimo.

La cosa che preoccupa è che questo trend tragico – come dicevamo – si è intensificato nell’ultimo periodo e sembra in crescita. Cos’è cambiato? Difficile dirlo. Ma certo se, oltre ai casi citati, facciamo la lugubre lista dei sinistri accaduti dall’inizio di aprile a oggi, il quadro è veramente atroce e preoccupante. Il 2018, già nei suoi primi giorni, si è preannunciato fosco (era il 2 gennaio quando un tremendo tamponamento ha distrutto sulla A21 6 persone, tra cui un camionista e una famiglia francese) e nei giorni a seguire non è certo migliorato. Prendiamo ad esempio l’ultimo mese: Si comincia con il 5 aprile, quando nella notte, sull’A14, nei pressi di Gabicce, un autista 59enne perde il controllo del camion e cozza violentemente contro il guardrail, non sopravvivendo all’urto. Passano appena quattro giorni e il 9 aprile, sull’A21, nel tratto tra Pontevico e Cremona, un tamponamento tra due mezzi pesanti mette fine alla vita di un trasportatore palermitano. Il 13 aprile sull’A22, tra S. Michele ed Egna, il conducente di un camion viene tamponato e perisce nello scontro. Il 17 aprile sulla Brebemi un autoarticolato, viaggiando da Milano verso Brescia, va fuori controllo ed invade la corsia opposta: l’autotrasportatore non ce la fa. Alla mattina del 26 aprile sull’A4 quattro Tir si tamponano tra loro e nello schianto il guidatore dell’ultimo camion muore. La sera dello stesso giorno, sull’A14 Bologna-Taranto, si ribalta un autotreno che trasporta frutta, nel tratto tra Vasto Sud e Vasto Nord, e l’autista perde la vita. L’8 maggio è il turno di un tamponamento sull’A4 tra Noventa e Cessalto tra quattro autocarri che nello scontro vengono distrutti: solo per miracolo non ci scappa il morto. Ci fermiamo qui, ma purtroppo non si tratta nemmeno di un elenco esaustivo.

Stanchezza? Disattenzione? Scarsa sicurezza di veicoli e infrastrutture? Possono essere molti i motivi per spiegare queste tragedie. Ma quello che ci preme sottolineare è il forte disinteresse dei media e delle istituzioni per questa quotidiana mattanza. Gli autotrasportatori guidano lungo l’Italia perché sono persone che stanno lavorando per il Paese e che, a volte, muoiono sul lavoro. Ma la visibilità che meriterebbero spesso è oscurata, anche rispetto ad altre tragedie che coinvolgono, ad esempio, i lavoratori edili o dell’industria. Fare il camionista non significa essere un lavoratore di serie B. E invece- forse anche per l’insopportabile luogo comune che chi guida il camion sia generalmente un pericolo maggiore degli altri utenti della strada – la notizia di un incidente mortale che coinvolge un camionista viene riportata con indifferenza oppure si preferisce parlare dei danni o delle morti che provoca. Un atteggiamento da condannare, crediamo. E voi che ne pensate?

 

foto di archivio

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