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Addio ai combustibili fossili, per Scania è possibile entro il 2050

14 giugno 2018

L’azienda svedese ha già sottoscritto un accordo con altre tre società (E.ON, H&M Group e Siemens) per studiare possibili soluzioni che accelerino il processo di decarbonizzazione del trasporto pesante

Un trasporto su strada che non utilizzi combustibili fossili? Per Scania è possibile entro i tempi stabiliti dall’accordo di Parigi (2050). Il produttore svedese, anzi, ritiene che un tale sistema di trasporto sia anche finanziariamente interessante dal punto di vista sociale. Sono le conclusioni di uno studio della casa scandinava, presentato in occasione del Sustainable Transport Forum 2018 e riesaminata da un gruppo esterno di accademici, che mette in evidenza la possibilità di seguire diverse strade per eliminare le emissioni di carbonio. La ricerca prende in esame tre segmenti di trasporto (lungo raggio, distribuzione e trasporto urbano) in quattro diversi Paesi: Svezia, Germania, Cina e Stati Uniti.

Per arrivare a essere indipendenti dai combustibili fossili entro il 2050, è però necessario secondo lo studio mettere in atto dei cambiamenti su scala globale già entro il 2025, attraverso l’introduzione non solo di tecnologie innovative, ma anche di nuove infrastrutture. Inoltre, è necessario raggiungere un tasso di crescita globale medio di tecnologie di propulsione libere da combustibili fossili di almeno 5/10 punti percentuali per anno ed avere la piena penetrazione delle vendite entro il 2040.

«Siamo in grado di ridurre di oltre il 20% le emissioni di CO2, rendendo il sistema di trasporto più smart, migliorando la pianificazione delle rotte e ottimizzando la gestione dei carichi – ha spiegato il CEO di Scania,  Henrik Henriksson – I biocarburanti sono la soluzione più immediata per ridurre le emissioni di CO2, l’elettrificazione la via più efficace dal punto di vista economico».

Oltre alla logistica intelligente, altre strade percorribili riguarderanno l’utilizzo di sistemi di propulsione e carburanti alternativi. La crescita dei veicoli elettrici a batteria e l’elettrificazione su ampia scala richiederà importanti investimenti sul fronte delle infrastrutture, ma in cambio le spese operative saranno inferiori del 40% rispetto ai veicoli pesanti diesel. Le celle a combustibile verranno probabilmente dopo i mezzi a batteria elettrica, visti i costi tecnologici maggiori. Se però questi diminuiranno e l’idrogeno rinnovabile sarà disponibile in abbondanza e a un costo contenuto, le celle potranno essere una parte sostanziale delle flotte di veicoli.

Proprio con l’obiettivo di accelerare la decarbonizzazione del trasporto pesante entro il 2050, Scania ha nel frattempo formato una coalizione con altre tre aziende (E.ON, H&M Group e Siemens), invitando anche altre realtà a farne parte. L’alleanza dovrebbe favorire un approccio a livello di sistema, costituendo una base solida formata da rappresentanti del mondo delle infrastrutture, fornitori di soluzioni energetiche, produttori di veicoli e del settore della vendita al dettaglio, con la prospettiva dell’acquirente di servizi di trasporto.

 

In foto: Henrik Henriksson, CEO di Scania

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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