LEGGI E POLITICA

Industria e trasporto, per Anita devono integrarsi e lavorare insieme

18 giugno 2018

Industria, trasporto e logistica, uniti insieme per vincere la sfida della movimentazione futura delle merci. È il messaggio che esce dall’Assemblea annuale di Anita, l’associazione del trasporto e della logistica di Confindustria, svoltasi sabato scorso a Palermo.

Secondo l’associazione la condivisione e la collaborazione tra il trasporto e la logistica e l’industria (da chi produce i beni a chi li commercializza) può dare risposte utili al settore nella pianificazione del futuro della movimentazione delle merci.

«Due mondi, quello dell’industria e quello del trasporto, che non possono essere considerati separati, contrapposti e antagonisti – ha affermato Thomas Baumgartner, presidente di Anita – ma che devono essere sempre più integrati, complementari e alleati, nell’interesse comune di una migliore e più efficiente mobilità delle merci».

In un momento in cui le esportazioni si confermano il driver principale della ripresa e della crescita del PIL, la crescita della domanda dovrà comportare l’aumento dell’offerta di trasporto, soprattutto quello stradale, la modalità più flessibile. Per fare ciò, sottolinea Baumgartner, «è vitale che il Paese sviluppi infrastrutture adeguate a supportare l’incremento dei volumi di traffico… valorizzando contestualmente tutte le modalità e che i prodotti italiani raggiungano i mercati di sbocco, senza alcuna limitazione alla circolazione delle merci, come purtroppo sta avvenendo con le iniziative unilaterali del Tirolo per l’attraversamento del Brennero».

Un approccio comune e condiviso che Baumgartner chiede al Governo ma anche agli stessi committenti, affinché si mettano assieme agli operatori del settore per trovare le soluzioni migliori per rendere più efficente la logistica e i relativi costi.

«La logistica e il trasporto – ha concluso il presidente Anita – non possono più essere visti come un costo da comprimere quanto più possibile per contenere il prezzo del prodotto, bensì devono essere riconosciuti come servizi ad alto valore aggiunto e ad elevata qualità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home