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Pacchetto mobilità, il Parlamento Ue boccia la Commissione Trasporti

16 giugno 2018

Il “Gruppo di Visegrad” colpisce ancora. L’alleanza economica tra Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia è alla base della bocciatura da parte del Parlamento europeo della proposta della Commissione Trasporti sul Pacchetto mobilità. Niente negoziati immediati con i ministri dell'UE,

dunque, sui tre rapporti elaborati dalla Commissione e totale disaccordo sui pareri per tempi di guida, cabotaggio e distacco dei conducenti.

In particolare, la proposta di respingere il testo della Commissione sul distacco dei conducenti è stata approvata con 343 sì, 263 no e 24 astenuti; quella sul riposo dei conducenti è stata respinta da 428 voti contro 185 a favore e 9 astenuti ed infine le misure contro le pratiche illegali nei trasporti hanno raccolto 231 voti, mentre i contrari a procedere sono risultati 371 e 16 gli astenuti. Ciò significa che non soltanto non sarà possibile procedere nella negoziazione con la Commissione Europea e con il Consiglio dei Ministri degli Stati membri, ma che tutta la partita si riapre e tutti i possibili emendamenti potranno essere ripresentati sulle tre relazioni.

I parlamentari delle quattro Nazioni dell’Est Europa che si sono opposti alla Commissione intendono ottenere, con questo atteggiamento ostracista, la cancellazione delle limitazioni che la Commissione aveva introdotto, anche se tali limiti sembravano veramente minimali. La lotta è tra i sindacati dei lavoratori europei e i Paesi dell’Alleanza. I primi spingono per un trasporto internazionale più trasparente e sicuro, con controllo e limitazione di ogni misura di dumping sociale e un lavoro degli autisti meglio tutelato. il Blocco di Visegrad punta invece ad una totale liberalizzazione che però si va a scontrare con i macroscopici squilibri dei costi operativi e, soprattutto, di quelli contributivi, esistente tra Est ed Ovest Europa, con il rischio di determinare pesantissime ripercussioni sull'autotrasporto occidentale e le sue imprese.

A questo punto tutto sembra essere rinviato, molto probabilmente, alla sessione plenaria del Parlamento europeo che si terrà il prossimo luglio. Ovviamente l’auspicio delle imprese di autotrasporto italiane è che si faccia di tutto per contrastare il dumping sociale e venga mantenuta l'attuale regola del cabotaggio. Altre istanze che verranno difese dagli europarlamentari occidentali saranno il divieto di riposo in cabina, l'attuale impostazione di organizzazione del lavoro, il rientro degli autisti a distanza di 2 ore da casa e l’applicazione del regime del distacco anche ai trasporti internazionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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