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L’Austria annuncia controlli a luglio e settembre al Brennero: l’autotrasporto chiede al governo di intervenire

4 luglio 2018

In luglio e in settembre l’Austria effettuerà dei controlli alla frontiera austro-tedesca e austro-italiana del Brennero. Quiesta misura però non costituisce una rappresaglia rispetto all'accordo tedesco sui migranti, ma una decisione già presa e da adottare soltanto per un periodo limitato – per la precisione dal 9 al 13 luglio e dal 17 al 21 settembre – per garantire la sicurezza durante gli eventi ministeriali organizzati dalla presidenza austriaca del Consiglio europeo (che ha iniziato il semestre di presidenza europeo) che si terranno a Innsbruck e a Salisburgo.

Questa almeno è la versione che arriva da Vienna e che giustificherebbe pure il fatto che da Bruxelles la Commissione europea, per bocca della sua portavoce, Natasha Bertaud, dichiara di non aver ricevuto dall'Austria notifiche sull'introduzione di controlli temporanei alla frontiera del Brennero, oltre a quelli già in vigore con Slovenia e Ungheria. 

In ogni caso che siano per pochi giorni piuttosto che per mesi, i controlli sul Brennero per l’Italia sono una disgrazia. Secondo l’ufficio studi Isfort e Conftrasporto un’ora di ritardo per attraversare il Brennero costa in più 370 milioni di euro e di questi sono 170 a carico dell’autotrasporto. «Più volte ho evidenziato come decisioni che rallentano i collegamenti dei Paesi periferici al Centro dell’Europa siano incompatibili con il principio della libera circolazione delle persone e delle merci a livello europeo – spiega il vicepresidente di Confcommercio e di Conftrasporto Paolo Uggè – Tale considerazione è stata ripresa e ribadita dal commissario europeo ai Trasporti Violeta Bulc e da gruppi parlamentari europei». Ecco perché Uggè non ha dubbi rispetto al fatto che «la decisione dell’Austria va immediatamente sanzionata. Non solo: alla luce di quanto dichiarato oggi dal ministro dei Trasporti austriaco Norbert Hofer («In termini economici ripristinare i controlli al Brennero sarebbe un disastro»), verrebbe da chiedersi se il contingentamento dei Tir in atto da tempo al Brennero, e deciso unilateralmente dall’Austria, sia dettato da motivi ambientalistici oppure economici».

Ma anche da Roma la deputata del PD Debora Serracchiani, ha chiesto un’interrogazione urgente sull’argomento al ministro degli Esteri Moavero Milanesi, affinché il governo italiano si attivi urgentemente per scongiurare la chiusura del valico del Brennero. Per la precisione la ex presidente del Friuli ha chiesto «il pieno rispetto degli accordi tra Stati membri», esprimendo pure “la fortissima preoccupazione delle aziende dell’Italia del Nord Est che hanno nella Germania il loro principale partner commerciale in Europa».Per Serracchiani siamo davanti a una «scelta irragionevole» che il governo deve tamponare «per assicurare il libero scambio sulla base degli accordi vigenti a tutela anche degli interessi economici nazionali». Per Serracchiani le parole del ministro Salvini, che ha dichiarato «per noi sarebbe un affare, l’Italia ha solo da guadagnarci», sono «gravi e degne di un anti italiano».


SulBrennero transitano circa 2 milioni di camion ogni anno, l’equivalente economico di 30 miliardi di export per l’Italia.

 

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