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Diesel fino al 2030, elettrico per l段mpatto zero, no al gas naturale: il trasporto futuro secondo MAN

10 luglio 2018

La trazione elettrica? Secondo il costruttore tedesco è bella, pulita, ma non ancora pronta nel breve periodo. E allora da qui a 10-15 anni sarà ancora il diesel a farla da padrone. Perché gli altri sistemi alternativi, nella sua visione, hanno più limiti che vantaggi

Diesel o elettrico?  Ottimizzare la vecchia propulsione, rendendola sempre più ecocompatibile, o scegliere la “electric way”? Oppure affidarsi alle alternative come il gas naturale? Sono alcuni dei temi che hanno animato la discussione al convegno NextWays 2018, organizzato da MAN Truck & Bus Italia al Chervò Golf Resort di Pozzolengo (Brescia). 

«NextWays vuole essere un contenitore di contributi – ha detto in apertura Marco Lazzoni, direttore generale di MAN Italia - per fornire una seria informazione scientifica che non banalizzi argomenti così importanti e si occupi di rispetto dell’ambiente, economie d’esercizio e sostenibilità sociale». 

Ma in Europa la direzione sembra ormai tracciata: «La Commissione UE ha recentemente comunicato gli obiettivi in termini di riduzione di CO2 che saranno alla base delle prossime proposte di legge - ha informato Carlos Ochoa, direttore senior di FTI Consulting a Bruxelles - La normativa per le auto è sempre più simile a quella per i veicoli industriali. È presumibile attendersi che fino al 2035­2040 i motori a combustione interna - ulteriormente affinati - giocheranno ancora un ruolo importante nella mobilità delle merci, anche se emerge l’anomalia italiana, troppo focalizzata sul gas naturale».

Interessante il contributo di Sergio Matteo Savaresi, professore ordinario del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Milano, che ha presentato uno studio comparato nell’impiego reale di un trattore a lungo raggio. A fronte di una riduzione di quasi il 43% di CO2, il costo totale della versione elettrica è superiore del 40% alla tradizionale versione diesel, rendendo dunque quest’ultima ancora preferibile in termini di efficienza. «Considerando inoltre l’assenza di un’adeguata rete di ricarica e i relativi tempi – ha aggiunto il professore - è presumibile che non vi sarà una significativa introduzione nel mercato nei prossimi 5­7 anni. Decisamente più efficace un upgrade dei veicoli vecchi all’Euro 6, in termini di riduzione delle emissioni inquinantiı».

Il diesel ha dunque un futuro, come ha confermato Davide Moro, professore ordinario di sistemi energetici, macchine e motori a combustione interna all’Università di Bologna: «Oggi sono disponibili o in via di introduzione tecnologie che permettono di assicurare ulteriori incrementi nell’abbattimento delle emissioni e nella diminuzione dei consumi. Un contributo fondamentale sarà la progettazione integrata del sistema motopropulsore e anche le ibridizzazioni e l’utilizzo di biocombustibili avranno un loro ruolo significativo».

Quali sono allora le sfide odierne e future della distribuzione merci? Secondo Stefan Sahlmann, responsabile delle soluzioni di trasporto di MAN Truck & Bus AG, “gli obiettivi saranno due: emissioni zero all’interno dei centri urbani e massimizzazione dell’efficienza energetica e della riduzione della CO2 nei trasferimenti di lungo raggio. Da qui deriva l’impegno MAN per l’investimento nell’elettrico come trazione principe dl medio-lungo periodo: non crediamo infatti in soluzioni alternative temporanee come per esempio il gas naturale, incapace di competere con i livelli di efficienza, efficacia e affidabilità del diesel”.

Per quanto riguarda il mercato italiano, il problema è quello conosciuto e cioè l’anzianità del parco circolante. «Con un’età media sopra le 16 ton di oltre 11 annie ben il 55% dei veicoli ante Euro 4– ha sottolineato Marc Aguettaz, country manager di GiPA Italia -  è evidente che gli sforzi collettivi e le misure economiche a supporto dovrebbero concentrarsi sulla massimizzazione del suo rinnovo, contribuendo così non solo alla riduzione delle emissioni, ma anche all’incremento della sicurezza stradale».

Georgios Fontaras, ricercatore del JRC, centro di ricerca scientifico della Commissione Europea, ha poi richiamato l’attenzione sulla riduzione delle emissioni di NOX come lotta principale per tutelare la salute e ha presentato Vecto, lo strumento che la Commissione Europea ha sviluppato con lo scopo di monitorare e certificare i consumi e le emissioni durante l’impiego reale dei veicoli industriali(obbligatorio a partire dal 2019). 

Da questa massa di contributi e informazioni Alessandro Smania, direttore marketing & comunicazione di MAN, ha cercato di tirare fuori una sintesi che potesse essere di aiuto nel configurare la situazione del prossimo futuro. Questi i punti salienti:

  • Allo stato tecnologico attuale la trazione elettrica rappresenta la soluzione più valida per rendere la mobilità futura a impatto zero sull’ambiente.
  • Tuttavia, in un concetto allargato di sostenibilità (ambientale, economica e sociale), non può essere introdotta efficacemente in un orizzonte temporale di breve periodo.
  • La motorizzazione diesel di ultima generazione, dunque, rappresenta ancora oggi una delle forme di trazione più sostenibili sul mercato ed è probabilmente destinata a rimanere tale fino al 2030-­2035, grazie anche a ulteriori miglioramenti e affinamenti che saranno introdotti nei prossimi anni.
  • Le attuali trazioni alternative che si stanno affacciando sul mercato non forniscono vantaggi superiori da tutti i punti di vista e il loro livello di “immaturità” ne rende meno efficace l’adozione. 
  • In una fase di transizione tecnologica, occorre trovare un equilibrio nel rispetto delle diverse tecnologie e campi di impiego.
  • Quale costruttore leader, MAN sta monitorando e testando tutte le soluzioni tecnologiche che consentano di massimizzare il rapporto costi/benefici. In una prospettiva di medio­lungo periodo, MAN crede che la trazione elettrica rappresenterà un capo saldo della mobilità, con impieghi più massivi nella distribuzione urbana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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