FINANZA E MERCATO

Uggé: «Un'ora persa al giorno costa all'autotrasporto 370 milioni di euro all'anno»

18 luglio 2018

Brennero, Ilva, efficienza dei porti, attivazione dello sportello unico doganale, sviluppo della filiera del GNL e sostegno all’intermodalità ferroviaria. Sono queste le richieste che Conftrasporto ha messo sul tavolo del Governo giallo-verde, con un fermo già ufficialmente proclamato per il 6-9 agosto, anche se fonti vicine a Unatras farebbero intendere che la circolare pubblicata ieri sulle deduzione forfettarie potrebbe far rientrare l’emergenza con la revoca della protesta. «Logistica significa essere efficienti sui tempi – ha detto il vicepresidente di Conftrasporto Paolo Uggè – se non agiamo su questo perdiamo competitività. Un’ora persa in attesa ogni giorno costa all’intero sistema 370 milioni di euro all’anno, al sistema produttivo ne costa 200 milioni, il conto per un’impresa di autotrasporto è di 170 milioni». In primo piano nel dossier indirizzato virtualmente al ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, al quale il mondo dell’autotrasporto da tempo chiede un incontro  o perlomeno un'interlocuzione istituzionale, c’è il contingentamento dei Tir al Brennero, deciso unilateralmente dall’Austria, e i controlli al valico contro l’immigrazione clandestina. «Conftrasporto-Confcommercio – ha detto Uggè - propone di creare un corridoio ‘Shengen’, veloce, in cui fa scorrere i Tir delle imprese targate Ue, con controlli a campione».
Anche l’Ilva preoccupa l’autotrasporto: «I corrispettivi ai trasportatori vengono pagati a 90-120 giorni – ha rivelato il numero uno di Conftrasporto – Se il Governo non farà un trasferimento le aziende non reggeranno ancora per molto».
Altro dossier caldo riguarda le revisione dei veicoli pesanti, che per carenza di organico scontano ritardi pesantissimi limitando l’operatività delle imprese, introducendo  con un provvedimento d’urgenza l’affidamento dei controlli anche alle case costruttrici e alle officine private specificamente qualificate, nonché la riattivazione dei Centri Mobili di Revisione.  Conftrasporto ricorda di evitare ogni forma di limitazione dei rimborsi sugli incrementi dell’accisa sul gasolio agli utilizzatori professionali, specialmente per quelli che operano con veicoli più moderni e puliti. Chiede inoltre la deroga al divieto di pagamenti in contanti per il personale marittimo e l’introduzione omogenea del “macchinista solo” anche sui treni in Italia, superando la prassi del doppio macchinista risalente all’epoca dei treni a vapore.  In generale, Conftrasporto chiede di continuare con la cura della gomma, ovvero con la continuità delle misure di sostegno alla competitività dell’autotrasporto che sono divenute sempre più selettive e hanno contribuito a favorire l’evoluzione del settore (investimenti per il rinnovo parco circolante, formazione, incentivi al trasferimento modale, rimborsi accise e pedaggi solo per i veicoli più puliti). A livello europeo, invece, l'invito è di sostenere, nel pacchetto mobilità, le proposte della Road Alliance sottoscritta dall’Italia insieme ad altri 8 Paesi della “Vecchia Europa”, per la creazione di un vero “comune campo da gioco”, nel settore dei trasporti. Inoltre, chiede la cura dell’acqua per il sistema portuale, la cura del ferro per l’intermodalità ferroviaria e con la cura dell’energia per il sostegno al GNL

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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