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Unatras in Parlamento per spiegare le ragioni del fermo: «Siamo insoddisfatti, ma ancora aperti al dialogo»

20 luglio 2018

Il governo per ora non risponde, ma il Parlamento invece ha aperto le porte all’autotrasporto. Unatras, rappresentata dal suo presidente, Amedeo Genedani, è stata infatti invitata in audizione dall’VIII Commissione del Senato per conoscere le ragioni del fermo dei servizi proclamato dal 6 al 9 agosto. Genedani è partito molto critico: «Lo Stato ci ha fatto aspettare diverse settimane accollando alle piccole imprese dell’autotrasporto anche l’aggravio delle sanzioni pecuniarie per la ritardata presentazione delle denunce dei redditi. Oltre il danno anche la beffa». Poi però ha ribadito che la categoria si mantiene «disponibile ad attuare la procedura di raffreddamento qualora venisse avviato un dialogo con il Ministro dei Trasporti Toninelli».

Un atteggiamento apprezzato dai senatori presenti, che si sono impegnati per favorire l’avvio di questo dialogo e per trovare le risorse necessarie affinché venga soddisfatta la giusta richiesta di un equo riconoscimento delle spese non documentate (e quindi di riportare le deduzioni per i viaggi fuori Comune dai 38 ai 51 euro).
In più, l’audizione è servita per evidenziare le aspettative disattese di un settore già fortemente provato dalla crisi: la riduzione per i fondi destinati ai pedaggi autostradali; il caro gasolio e in generale dei costi di esercizio; la fortissima concorrenza sleale praticata dai vettori stranieri; la non applicazione dei tempi certi per i pagamenti e l’irragionevole limitazione della circolazione al Brennero. Tutti elementi che colorano il futuro di tinte fosche e di incertezza e mettono in forse la tenuta di un comparto decisivo per la competitività dell’economia italiana.

Ecco perché «è necessario che si risolva immediatamente il problema degli importi delle deduzioni forfettarie – ha concluso Genedani – e che il Ministro ci convochi e si avvii un confronto costruttivo con il Governo nell’interesse generale dell’economia e del Paese. Solamente così si potranno rimarginare le fratture oggi presenti e condividere in occasione della prossima legge di Bilancio 2019 le risorse e le azioni per riportare l’autotrasporto merci italiano a concorrere dignitosamente con quello dell’Est Europa». 

Ricordiamo che a Unatras aderiscono buona parte delle associazioni dell’autotrasporto italiano. Per la precisione: CNA-Fita, Assotir, Confartigianato Trasporti, FAI, Fiap, SNA Casartigiani, Unitai.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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