ACQUISTI

Il futuro dei veicoli industriali? La UE lo pensa così

31 luglio 2018

Le prossime proposte di legge prevedono un ruolo importante nella mobilità delle merci dei motori a combustione interna fino al 2035­2040. I contributi comunitari arriveranno per progetti su guida autonoma, variazione di dimensioni e pesi e logistica integrata

Quali sono le idee della Comunità Europea per il futuro del trasporto merci su strada? Le ultime tendenze di Bruxelles in materia sono state ricordate da Carlos Ochoa, senior director di FTI Consulting nella capitale belga per il settore dell’energia e dell’ambiente, nell’ambito di un suo intervento al progetto NextWays di MAN Truck and Bus Italia. Vediamo i singoli aspetti.

stato riduzione emissioni inquinanti - Ochoa ha ricordato che, grazie al regolamento Euro VI, negli ultimi 25 anni sono state ottenute riduzioni molto importanti delle emissioni inquinanti dei veicoli pesanti, tra cui gli ossidi di azoto (NOx) e il particolato (PM) che dal 1991 sono scesi a livelli prossimi allo zero. Gli HDV (Heavy Duty Vehicles) producono un terzo delle emissioni di CO2 dell’Unione Europea e 7 Stati membri (Germania, Polonia, Spagna, Francia, Regno Unito, Italia e Paesi Bassi) sono responsabili di circa tre quarti delle emissioni di anidride carbonica.

lotta alle emissioni di CO2 (anidride carbonica) - Nel 2009 la Commissione ha iniziato a sviluppare Vecto, uno strumento per misurare e certificare le emissioni di CO2 degli nuovi pesanti. Dal 2019 tutti i costruttori di veicoli HDV in Europa lo utilizzeranno per dichiarare e riportare le emanazioni di un’ampia gamma di autocarri. Ogni singola tipologia di veicolo, tra migliaia di possibili combinazioni, può essere valutata efficacemente a seconda dell’uso previsto. Vecto potrà calcolare le emissioni di CO2 e il consumo di carburante di ogni veicolo prodotto in base ai dati dei componenti del mezzo.

norme ue contro l’inquinamento da gas di scarico - Altre proposte UE contro l’inquinamento ambientale riguardano: un sistema di incentivi per i veicoli a emissioni zero o emissioni ridotte; misuratori obbligatori del consumo di carburante per monitorare i dati reali di consumo; controlli di conformità per garantire che i veicoli prodotti abbiano valori corrispondenti a quelli testati; sanzioni pecuniarie in caso di mancato rispetto delle nuove regole. Per “veicolo pesante a emissioni zero” si intende un mezzo con o senza motore a combustione interna che emette meno di 1 g di CO2/kWh o meno di 1 g CO2/km, mentre per “veicolo pesante a emissioni ridotte” si intende un mezzo con emissioni di CO2 inferiori a 350 g CO2/km.

Esistono poi una serie di normative europee contro le emissioni di CO2. Tra queste la direttiva ‘Veicoli puliti’ per incentivare a investire in veicoli rispettosi dell’ambiente; la revisione della direttiva Eurobollo per promuovere un prezzo più efficiente delle infrastrutture, soluzioni di trasporto intelligenti e miglioramento dell’efficienza energetica; la revisione della direttiva sulle energie rinnovabili per ridurre il limite per i biocarburanti da colture alimentari e mangimi al 3,8% nel 2030 e stabilire un obbligo per i fornitori di carburante che imponga di miscelare un 6,8% di carburanti avanzati entro il 2030; la direttiva sull’infrastruttura per i combustibili alternativi che richiede la realizzazione di un’infrastruttura minima per quanto riguarda elettrico, gas naturale liquefatto (GNL), gas naturale compresso (GNC) e idrogeno.

prospettive sulle tipologie di carburante – Secondo Ochoa il diesel continuerà a dominare il mercato degli HDV poiché a oggi la maggior parte degli autocarri impiega il gasolio per generare energia di propulsione. Secondo una relazione dall’Unione internazionale dei trasporti su strada nel 2050 le merci continueranno a essere trasportate dalle tipologie di veicoli attualmente riconosciute. Per ridurre le emissioni di CO2 dal trasporto merci su gomma è necessario dunque un approccio integrato in base al quale i costruttori di veicoli pesanti dovranno fare di più per contribuire a raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi entro il 2030.

panoramica delle diverse tecnologie disponibili -  Uno dei metodi più semplici e immediati per migliorare l’efficienza è realizzare autocarri più aerodinamici. Altre misure facilmente implementabili sono il platooning, tecnologia già disponibile per formare un convoglio di autocarri; i veicoli ad alta capacità (HCV, High Capacity Vehicle), con volumi trasportati maggiori; corsi di formazione per conducenti, aiutati da regolatori di velocità predittivi e dispositivi di feedback che monitorano e premiano una guida più attenta ai consumi; veicoli a guida autonoma.

carburanti alternativi - C’è poi il discorso dei carburanti alternativi. Per il diesel si prevede una quota di veicoli pesanti di quasi il 98% nel 2025 e di oltre il 96% nel 2030. La tecnologia diesel è in costante miglioramento con convertitori catalitici specializzati, filtri avanzati e altri dispositivi di riduzione delle emissioni inquinanti. L’elettrico ha il problema che le dimensioni e i pesi maggiori degli autocarri aumentano notevolmente le barriere nell’utilizzo delle batterie al posto del diesel. Nel breve/medio periodo il primo passo potrebbe essere l’ibridizzazione per creare un sistema con un periodo di ammortamento sufficientemente breve e un impatto non proibitivo sul carico utile. Come alternativa, l’energia potrebbe essere alimentata al veicolo direttamente dalla rete, ma i sistemi elettrici stradali (ERS, Electric Road Systems) hanno costi di investimento elevati. Per l’idrogeno sono necessarie infrastrutture di rifornimento e costi per la tecnologia dei veicoli. Il comportamento operativo sarebbe simile ai diesel e offrirebbe molti dei vantaggi anti-inquinanti dell’elettrico. Il gas naturale è segnato dalla disponibilità, dal costo rispetto al diesel, dalle reti di distribuzione e trasporto e dalle stazioni di rifornimento per GNC e GNL. La maggioranza (circa l’80%) degli autocarri a gas naturale si trova in Italia, Svezia, Spagna e Francia. Manca in questi casi un chiaro vantaggio concorrenziale a livello di prezzi . Infine i biocarburanti che oggi rappresentano un’alternativa pronta per essere commercializzata a prezzi competitivi rispetto ai combustibili fossili nel settore dei trasporti.

tempi per adozione tecnologie secondo iru

-        2016/2020: migliore efficienza dei motori diesel; ibridazione veicoli per consegne urbane e regionali; incremento dei veicoli a gas e aumento produzione di biocarburanti di seconda generazione; obbligatorio strumento di certificazione delle emissioni per nuovi veicoli pesanti; nuovo quadro giuridico europeo per platooning.

-        2020/2030: ulteriore miglioramento del propulsore diesel; misure per rete elettrica su strada; maggiore contributo per veicoli ibridi; miglioramento del propulsore a gas; accelerazione per biocarburanti avanzati; platooning regolare autocarri su tutte le principali strade europee.

-        2030­2050: ampia disponibilità di infrastrutture di ricarica per propulsori alternativi; combustibili alternativi; produzione di biocarburanti avanzati per trasporti a lungo raggio senza collegamento in rete e consegne regionali senza utilizzo di batterie; veicoli a gas che passano al biometano; motori diesel pronti per alte quote di biocarburante; utilizzo abituale di veicoli autonomi.

considerazioni generali in sintesi

1) Il platooning degli autocarri spianerà la strada verso una maggiore automazione dei veicoli. Le aziende dovranno riconsiderare la guida del veicolo, compreso l’uso dei sistemi di assistenza alla guida avanzati, la formazione e la sensibilizzazione dei conducenti. L’utilizzo di veicoli ad alta capacità potrebbe risolvere la sfida ambiziosa di ridurre l’inquinamento da CO2, migliorando allo stesso tempo le prestazioni di trasporto.

2) Per quanto riguarda il dibattito sugli standard in materia di emissioni di CO2, è probabile che i responsabili politici europei regolamenteranno le emissioni in modo simile a quanto attualmente previsto per le autovetture. Dal momento che la vita di un autocarro prima del rinnovo è in media di 15 anni, i responsabili politici potrebbero potenzialmente richiedere l’interruzione della vendita di veicoli con motore a combustione convenzionale entro il 2035 o il 2040. I responsabili politici europei credono che, se il settore dei trasporti deve essere completamente decarbonizzato entro il 2050 per raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione, i nuovi veicoli venduti a partire dal 2035 dovranno essere a emissioni zero.

3) L’UE imporrà un obbligo di aumentare la quota di veicoli a emissioni ultra ridotte e a emissioni zero nell’intera flotta allo scopo di eliminare gli autocarri che emettono anidride carbonica e per risolvere i principali problemi a livello di mobilità urbana.

4) I membri del Parlamento Europeo potrebbero richiedere l’adozione anticipata dei veicoli elettrici.

5) I carburanti rinnovabili ricopriranno un ruolo cruciale nel settore dei trasporti.

6) Le batterie rappresentano una tecnologia chiave dal momento che la produzione di energia si sta rapidamente allontanando dai combustibili fossili per affidarsi sempre più a fonti rinnovabili intermittenti.

questioni da risolvere – Alcuni problemi sono ancora in discussione presso l’Unione. Primo fra tutti la definizione di “veicolo pulito” che molti Stati membri vorrebbero armonizzata a livello europeo. I Paesi si sono inoltre chiesti se i produttori europei sarebbero pronti a fornire un numero sufficiente di “veicoli puliti” a basse emissioni e a emissioni zero, nel segmento di mercato dei veicoli pesanti. Una recente relazione del Parlamento europeo denuncia poi che gli attuali programmi dei Paesi europei non sono adatti per favorire il rapido impiego di un’infrastruttura adeguata e completa per i combustibili alternativi. Dei circa 800.000 punti di ricarica previsti per il 2025 ne sono stati installati poco più di 100.000. Per i carburanti GNC, più di due terzi delle stazioni di rifornimento sono ancora da costruire. Per l’idrogeno (non obbligatorio nella direttiva) la situazione è persino peggiore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

Salva articolo in Pdf

 

 

Torna alla Home