UFFICIO TRAFFICO

Ecco come un autotrasportatore modenese ripuliva i soldi per la camorra

12 marzo 2012
Come e dove ricicla i soldi la criminalità organizzata? Per trovare le risposte non bisogna rivolgersi verso Sud, ma verso la Pianura Padana, verso una serie di aziende di autotrasporto che operano in Emilia ripulendo il denaro della camorra. È quanto sostiene il procuratore antimafia di Firenze, Pietro Suchan, che ha rinviato a giudizio Giovanni Gugliotta, autotrasportatore di Vignola (Mo) e titolare della G.P, Transport di Savignano sul Panaro, per aver messo in piedi, tra il 2004 e 2005, un sistema di riciclaggio che coinvolgeva i clan del napoletano, di Nola e di Casal di Principe, ma anche un altro autotrasportatore di Barberino del Mugello, fallito nel 2006, titolare di una società a Vaglia. 
L'inchiesta ha scoperto un giro di false fatturazioni per operazioni inesistenti, per oltre 7 milioni di euro, emesse dalla società toscana nei confronti di vari committenti, ma contemporaneamente le stesse fatture false venivano registrate in entrata, come servizi di trasporto forniti da società collegate delle quali figurava come amministratore proprio Gugliotta. In questo modo il denaro veniva filtrato, ripulito e quindi girato alle cosche campane, mentre alla società toscana rimanevano 80-100 euro per ognuno dei viaggi (falsi) fatturati e circa 300.000 euro di Iva evasa.
A un certo punto però i camorristi hanno truffato la stessa società toscana, confidando sul suo silenzio, ma ottenendo di tutta risposta una denuncia da cui è partito l'inchiesta.
Ma non è tutto perché raccogliendo prove su Gugliotta, gli inquirenti hanno anche appurato che tra i suoi dipendenti fino a qualche anno fa compariva Alfonso Perrone, detto “O Pazz”, una figura giudicata molto vicina ai capi dei clan dei casalesi, oggi in carcere. E questo dimostra che i legali di Gugliotta con la camorra erano molto stretti e radicati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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