LOGISTICA

300mila euro di multa dell'Agcom ad Amazon: «Fa il corriere senza avere le autorizzazioni»

27 agosto 2018

300 mila euro: a tanto ammonta la multa che l'Agcom ha inflitto ad Amazon in Italia «per aver esercitato attività postale, vale a dire il servizio di consegna dei pacchi, senza la prevista autorizzazione». Una decisione contenuta nella Delibera n.400/18/CONC dello scorso 25 luglio in cui si spiega che le condotte illecite accertate riguardano, in particolare, l’organizzazione di una rete unitaria per svolgere il servizio di consegna dei prodotti di venditori terzi e la gestione dei punti di recapito (locker).

Detto altrimenti, ad Amazon viene contestato il fatto di agire come un corriere espresso, senza disporre però delle necessarie autorizzazioni. E quindi di fare concorrenza a chi in realtà è in possesso di tali autorizzazioni. Proprio per questo l’Agcom chiede di sospendere l’attività in questione e di chiedere le autorizzazioni necessarie entro 60 giorni.
Più in dettaglio, si legge nella Delibera, le società del gruppo Amazon, rispetto ai prodotti offerti in vendita dai venditori terzi sul proprio marketplace, organizzano un servizio di recapito al cliente finale che è in tutto e per tutto uguale a quello fornito da altri operatori postali, come appunto i corrieri espresso. 

Amazon Logistics – si legge ancora nella Delibera – «pur utilizzando corrieri locali per il recapito, agisce in tutto e per tutto come un corriere espresso, con un proprio logo, una propria organizzazione unitaria, definendo le condizioni di svolgimento del servizio e, soprattutto, in diretta competizione con gli altri operatori postali regolarmente abilitati». Inoltre, sul proprio sito Amazon offre anche la possibilità di diventare corrieri, specificando che «un corriere è un'azienda locale i cui servizi vengono utilizzati da Amazon per consegnare le proprie spedizioni da un magazzino Amazon ai Clienti finali».

Silvio Faggi, Segretario Generale di FIAP, l’associazione che da tempo solleva dubbi sul modello di servizio utilizzato da Amazon, non si dice sorpreso: «Sarebbe ora necessario un approfondimento dello scenario creatosi tramite l’Albo degli Autotrasportatori– commenta – con l’obiettivo di valutare se le società multate avevano e hanno le carte in regola per lo svolgimento di servizi di trasporto conto terzi. Alla ipotizzabile “leggerezza” delle sanzioni pecuniarie irrogate – spiega Faggi – potrebbe infatti palesarsi una ben più “grave” situazione connessa all’esercizio abusivo dell’attività di trasporto a favore di terzi, dalla quale può conseguire la perdita del requisito dell’onorabilità, fondamentale per lo svolgimento dell’attività. Certo è che questo scenario costituisce un solido precedente a qualsiasi livello, soprattutto per le reti e-commerce, che ci permette di analizzare ed affrontare casi sostanzialmente analoghi, ad esempio nel settore “food”, con attenzione e puntualità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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