FINANZA E MERCATO

Limiti di CO2, l’Acea sollecita gli Stati UE ad accelerare l’iter legislativo

24 settembre 2018

Alla recente fiera di Hannover il messaggio è stato chiaro: il futuro del trasporto merci su strada è nei veicoli elettrici, a metano o comunque alimentati da fonti alternative. Tutta la “mercanzia” esposta nei vari stand rema in questa direzione e non si può certo pensare di tornare indietro. Quando poi andiamo a vedere quanto questo futuro sia lontano, ci accorgiamo che parliamo in realtà di pochi anni e che il cambiamento è veramente dietro l’angolo.

Un pensiero che è fisso anche nella testa dell’Acea, l'Associazione europea dei costruttori di automobili, he ha sollecitato gli Stati membri dell’UE a muoversi in fretta per raggiungere i nuovi obiettivi di CO2 per i trasporti pesanti, fissati dalla Commissione europea per il 2025 e il 2030, con un riesame intermedio nel 2022. Attualmente la materia è in discussione al Parlamento europeo e al Consiglio, che riunisce i 28 Stati membri.
Acea chiede una soluzione ragionevole che possa essere attuata in modo tempestivo, come ha spiegato Joachim Drees, CEO di MAN Truck & Bus e presidente di Acea, precisando che «altrimenti rischiamo notevoli ritardi nell'introduzione dei nuovi obiettivi, a scapito dell'ambiente e della praticabilità della legislazione».
La procedura indicata dai costruttori per le nuove regole sarebbe in due fasi, a causa dello stato del mercato degli autocarri e della tecnologia odierna, con una riduzione “ambiziosa, ma realistica” del 7% di CO2 entro il 2025 e del 16% entro il 2030. Necessario, secondo l’associazione, anche il riesame intermedio nel 2022, anche se, sulla base dei risultati, si dovrebbe adeguare l'obiettivo del 2030 verso l'alto o verso il basso al fine di rispecchiare la realtà del mercato degli autocarri in quel momento. La revisione dovrebbe, ad esempio, tenere conto della disponibilità di infrastrutture di rifornimento e ricarica per autocarri alimentati in alternativa, comprese le autostrade, nonché dell'adozione sul mercato di tali veicoli.

«In previsione di questa evoluzione e considerati i lunghi cicli di produzione, lo sviluppo di camion da consegnare ai clienti nel 2025 deve essere affrontato fin da oggi - ha aggiunto Drees - adattando le nuove tecnologie ai camion già in fase di sviluppo, anche se ciò inizialmente non era previsto». Da qui la richiesta di una «legislazione solida e ragionevole - con obiettivi di CO2 adeguatamente progettati che tengano conto della complessità del mercato degli autocarri». Obiettivi tecnologicamente possibili ed economicamente sostenibili e, in sostanza, realizzabili in pratica.
I futuri standard di CO2 per i camion saranno discussi dai ministri dell'Ambiente dell'UE in una riunione del 9 ottobre, cui seguiranno le votazioni chiave del Parlamento europeo sul dossier.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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