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Unatras scrive al governo: «Si approvi in fretta il decreto sulle sanzioni dell’art. 83 bis»

16 marzo 2012
Sta cambiando qualcosa nei rapporti tra autotrasporto e governo? È presto per dirlo ma è sicuro che uno degli impegni presi oltre due mesi fa dal vice ministro Mario Ciaccia (per la precisione l'11 gennaio, in un incontro con le associazionindi categoria), quello relativo alla pubblicazione del decreto tramite cui applicare le sanzioni previste per l’inosservanza dell’art. 83 bis della Legge 133/2008 non si è ancora visto. Per diverse settimane si è detto che fosse a un passo dalla conclusione del suo iter, che vede comunque il concerto di diversi ministeri. Ma di fatto nulla si è visto.
Ed ecco allora che ieri il segretario generale di Unatras, Pasquale Russo, ha scritto una lettera a tutto lo stato maggiore del ministero, dal ministro Corrado Passera al vice ministro Mario Ciaccia, fino al sottosegretario Guido Improta, per ricordare al Governo che, quello di rendere operative le procedure per applicare in tempi rapidi le sanzioni previste al comma 14 dell’art. 83 bis, era un preciso impegno del governo preso con le associazioni di categoria, ma che a tutt’oggi, trascorsi più di due mesi da quell’impegno, non si è ancora concretizzato. «Questo ritardo – scrive Russo – impedendo di fatto la possibilità di applicare le citate sanzioni, priva di efficacia lo strumento previsto dall’art. 83 bis, il quale, pertanto, non raggiunge il suo scopo fondamentale, ovvero quello di assicurare la regolarità del mercato dell’autotrasporto. Le imprese di autotrasporto confidano in un’applicazione immediata di questa normativa, ma il ritardo con cui ciò sta avvenendo rischia di far crescere la tensione nel settore».
Lo vogliamo chiamare un avvertimento? Un pro memoria vibrante di un impegno preso? Chiamatelo come volete, ma è certo che Unatras vuole il decreto prima della sentenza del TAR del Lazio prevista per giugno, mentre il governo sul punto sembra fare melina. E se lo stallo non si sblocca, come dice Russo, la tensione potrebbe tornare a salire.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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