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Riduzione CO2, Parlamento UE vota limiti più alti del previsto. Acea: “Forte preoccupazione”

18 ottobre 2018

La Commissione Ambiente dell’Assemblea europea ha deciso per una riduzione del 20% delle emissioni di anidride carbonica dei camion e altri mezzi pesanti nel 2025 e del 35% nel 2030, proposte peggiorative rispetto alla bozza di regolamento presentata dalla Commissione europea in maggio

Tanto tuonò che piovve. Insensibile alle richieste che provenivano dal mondo automotive su un taglio più realistico e graduale delle emissioni di anidride carbonica dei mezzi pesanti, la Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha votato in questi giorni per una riduzione del 20% delle emissioni di CO2 dei camion e mezzi pesanti nel 2025 e del 35% nel 2030. Si tratta di una decisione peggiorativa rispetto ai target proposti dall’Esecutivo UE che aveva ipotizzato lo scorso maggio una limitazione del 15% delle emissioni medie di CO2 dei nuovi camion nel 2025 e del 30% nel 2030, rispetto al 2019. La proposta, che include anche un meccanismo di incentivi per l'adozione di veicoli a emissioni zero e a basse emissioni, ha provocato reazioni allarmate da parte del settore veicoli industriali. In particolare l'Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) ha espresso serie preoccupazioni sugli standard di CO2 definiti dalla Commissione per i camion, standard che dovrebbero essere implementati in soli sei anni.

«L'industria europea degli autocarri è disposta a impegnarsi per obiettivi ambiziosi in termini di riduzione di CO2, a condizione però che questi siano tecnologicamente ed economicamente fattibili nei tempi previsti – ha affermato Erik Jonnaert, segretario generale dell'ACEA – Invece i livelli estremamente rigorosi di riduzione delle emissioni che i deputati hanno votato oggi vanno anche oltre la proposta della Commissione, già di per sé molto impegnativa».
Secondo Acea gli obiettivi fissati «non tengono conto delle realtà e delle complessità del mercato degli autocarri, né dei lunghi cicli di sviluppo per i veicoli pesanti: i camion che saranno commercializzati nel 2025 sono già oggi in fase di sviluppo».
I costruttori sono invece favorevoli all'idea della Commissione di introdurre incentivi specifici per stimolare l'innovazione e l'adozione di camion con alimentazione alternativa, ad esempio con «l'introduzione di un sistema di supercredito, un mezzo per incoraggiare il più ampio dispiegamento possibile di camion a basse e zero emissioni». Ma anche qui ci sono punti che non convincono, come il "malus" di CO2 per i produttori che non riescono a raggiungere obiettivi di vendita di veicoli a zero o basse emissioni che l’Acea definisce “ totalmente irrealistici”. «Il potenziale di elettrificazione dei veicoli pesanti è molto inferiore a quello delle auto – spiega Jonnaert – specialmente quando si tratta di camion per il trasporto a lungo raggio e inoltre mancano le infrastrutture di ricarica, in particolare lungo le autostrade».
Infine l’Acea punta il dito sullo scarso “peso” sull’inquinamento totale da anidride carbonica del trasporto su strada. Gli autocarri trasportano 14 miliardi di tonnellate di merci all'anno, di cui circa il 72% si trova in Europa, con il 90% del valore totale delle merci, mentre rappresentano solo il 5% delle emissioni totali di CO2. Le prestazioni del trasporto merci su strada, misurate in miliardi di tonnellate-chilometri, sono aumentate fino al 20% tra il 2000 e il 2016.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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